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Wwf: coronavirus è occasione per ripensare il rapporto natura-città

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Coronavirus. Per il Wwf, l’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 potrebbe essere l’occasione per ripensare il rapporto tra natura e città nell’ottica dell’armonia e del miglioramento della nostra qualità della vita, del benessere e della salute.

Per questo, l’Ong ha pubblicato il Dossier “Città che osano la selvaticità”, da cui emerge che “i maggiori centri urbani del nostro Paese sono inaspettatamente più verdi di quanto immaginiamo”.

Secondo il dossier, il patrimonio di verde (pubblico e privato) delle 14 maggiori città metropolitane, dove vivono quasi 10 milioni di persone, ammonta in totale a circa 1.200 chilometri quadrati – 4 volte l’area urbanizzata della città di Roma inclusa nel Grande Raccordo Anulare -, e lo testimonia la ricchezza della stessa biodiversità urbana.

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“Nello stesso tempo il nostro disordinato e diffuso sviluppo urbano – avverte il Wwf – mette sempre più a rischio le aree di maggior pregio naturalistico”.

Nel rapporto vengono anche citati poi alcuni rapporti internazionali che servono all’associazione ambientalista per ricordare che “l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico – che vengono amplificati dalla cementificazione e dalla densità edilizia – sono tra i fattori di rischio per tutta la popolazione. La perdita progressiva di superficie verdi a causa dell’urbanizzazione rappresenta in Italia un rischio concreto per la popolazione e per i soggetti più fragili come i bambini, le donne in gravidanza, gli anziani”.

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Come viene ricordato nel dossier, sono numerosi gli esempi in Europa di città che hanno imparato a convivere con la natura.

Londra ad esempio, diventata National Park City nel luglio 2019, si è data l’obiettivo di realizzare una copertura verde del 10% della città entro il 2050.

Il progetto “Clever Cities” invece, finanziato con i fondi europei Horizon e realizzato anche grazie al contributo del Wwf, ha già iniziato a lavorare in città come Madrid, Amburgo e Milano per la realizzazione di “soluzioni basate sulla natura”, come i tetti verdi.

“È ormai evidente – conclude il Wwf – che è necessario costruire un futuro basato su sistemi naturali vitali, salubri e resilienti.

 

 

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