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Coronavirus, fermerà il turismo? Teresa Agovino: “Quest’estate viaggiamo ma con accortezze”

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“Con il diffondersi del coronavirus non ci sono luoghi sicuri da visitare. Ma non smettiamo di viaggiare, per una ragione economica e per noi stessi. Quest’estate viaggiamo con accortezze e in maniera lenta”, Teresa Agovino, consulente di turismo sostenibile. 

 

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Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’. E siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò. È passato quasi un mese da quando li ho salutati ed ogni volta che riguardo queste foto sento che le parole di Dalla risuonano nella mia testa. Sarà quel velo di malinconia di chi sta salutando qualcosa di importante o, forse, semplicemente la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza molto profonda. Non so bene cosa sia ma, ultimamente, ho ripensato spesso alla domanda che mi avete posto. Ma davvero ti é piaciuto vivere a Villa El Salvador? Davvero stavi bene nella grigia periferia di Lima? Certo vivevo in una zona molto pericolosa. Vivevo tra la polvere ed i roghi di spazzatura ma io ho amato quel posto. Non per il contesto ma per ció che mi ha regalato. Ho amato la dedizione di Maruja e Daniela, due splendide donne che 30 anni fa hanno deciso di fondare il Ceprof. Ho amato la tenacia di chi resta in uno dei luoghi periferici più difficili di Lima solo per costruire un’oasi di pace ed aprire le porte a tutti quei bimbi che vivono grandi difficoltà. Ho amato la dolcezza di questi piccoletti e la loro voglia di scoprire. Ho amato le mille domande che mi hanno posto sulla tutela dell’ambiente e l’ecologia. Ho amato la possibilità che ho avuto di aiutarli a prendersi cura del Pianeta. Perché non importa quale impatto io abbia generato. Se anche uno solo di loro realizzando il compost per il suo giardino, evitando di bruciare la plastica o riciclando i suoi rifiuti si ricorderà della maestra riccia venuta da lontano, io saró felice. Ogni posto del mondo ha bisogno di noi ma, forse, questo un po’ di più. Hasta pronto mis queridos niños 🙏❤ #gratitude #happiness

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Parlare di viaggi oggi in piena emergenza coronavirus sembra quasi un paradosso anche se secondo una ricerca di SpeedVacanze.it  ai tempi di covid-19 esistono 3 tipi di viaggiatori.

Il 35% degli italiani risulta nella tribù dei viaggiatori indomiti, non si lasciano condizionare e per le loro vacanze continuano a cercare destinazioni nuove senza timori. Il 33% degli italiani risulta invece nella tribù dei viaggiatori fifoni, quelli che viaggiano ma sono preoccupati e per l’estate 2020 questa categoria di viaggiatore preferisce trascorrere le vacanze in una località tranquilla, meglio se non troppo lontana e in Italia. Il 32% degli italiani risulta infine nella tribù dei viaggiatori indifferenti, quelli che non si lasciano condizionare dal Coronavirus ma che neanche si sentono troppo sicuri: prenoteranno solo dopo aver monitorato e confrontato attentamente tutte le possibilità.

Teresa Agovino è ingegnere ambientale, consulente di turismo sostenibile, oltre ad occuparsi di cooperazione internazionale aiutando le comunità più bisognose insieme alle Ong. Attraverso il suo profilo Instagram racconta come viaggiare in maniera sostenibile, come scegliere i luoghi e viverli con rispetto, ricordandoci che siamo sempre ospiti. 

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Abbiamo chiesto a Teresa, attualmente a Lisbona, cosa consigliare a chi quest’estate vuole viaggiare in maniera sostenibile, con la speranza che questa emergenza si fermi, grazie soprattutto al nostro essere responsabile oggi per fermare il contagio.

Cosa consigli a chi ha intenzione o vorrebbe programmare le prossime vacanze estive nonostante la preoccupazione e il timore del propagarsi del virus? 

Con l’evoluzione del coronavirus è molto difficile consigliare dei luoghi sicuri, in questo momenti non c’è nessuno posto sicuro. Il contagio è veramente velocissimo. Ma avrei due consigli: il primo è quello di non smettere di viaggiare sia per una ragione economica, l’allarme ha procurato danni notevoli che si ripercuoteranno anche nei prossimi mesi e il comparto turistico continuerà ad avere perdite veramente eccessive. Anche se ora è in secondo piano, bisogna viaggiare per sé stessi, come benessere psicofisico, ma anche per l’economia. 

Quest’estate viaggiamo ma con delle accortezze. Questo è il mio secondo consiglio. L’Oms e gli esperti  ribadiscono che è necessario evitare i contatti ravvicinati.  Quindi per questa estate suggerirei di prediligere tutte le vacanze che ci permettono di fare attività all’aperto, grandi passeggiate, evitando musei o luoghi chiusi nelle grandi città. Concentriamoci sull’Italia e viaggiamo in maniera lenta. Andiamo a visitare una regione accanto alla nostra, facciamo qualche sentiero, c’è la Via Francigena ad esempio, o percorsi di trekking, piccole realtà come bnb e agriturismi, luoghi all’aria aperta, sostenendo in questo modo chi sta lavorando. Visitiamo i piccoli borghi che spesso mettiamo in secondo piano. Rivalutiamo l’italia, approfittiamo di questo momento, facciamolo in maniera lenta. Usiamo la bici, ci sono tanti percorsi da esplorare, c’è possibilità di farlo con le dovute precauzioni, ambienti aperti e con poca gente. Rivalutiamo mete che prima mettevamo in secondo piano ma non smettiamo di viaggiare.

Quali piattaforme suggerisci di utilizzare a chi cerca contatti diretti con questa nuovo modo di viaggiare?

Nella piattaforme Eco B&B sono riportati b&b e alloggi green, non certificati ma che adottano una serie di politiche in ambito di rifiuti, energia e sostenibilità che consentono loro di essere più green e attenti all’ambiente. Altra piattaforma è The Green Watcher  che monitora le attività, non solo turistiche, dal punto di vista della sostenibilità, un’analisi per capire se quella attività sta attivando pratiche sostenibile. Verificare sempre i siti web degli alloggi o delle attività a cui siamo interessati.

 

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Parlando sempre di Covid, pensi che sia opportuno ripensare alle cause che hanno portato a questa epidemia, ma cosi come è stato per altri casi come ebola e sars? Diverse ricerche sostengono che molte di queste  sono legate alle azioni degli uomini ai danni dell’ambiente. E in questo contesto, quanto effettivamente adottare comportamenti virtuosi, anche nei viaggi può aiutare?
Non sono ovviamente esperta in materia sanitaria, non so la diffusione a cosa sia dovuta, ma così come è accaduto per l’ebola e per la Sars, tutte quelle che sono le attività umane, alla base del cambiamento climatico, sono fattori che hanno agito in favore della diffusione del virus. Il problema principale è che nel momento in cui distruggiamo un habitat naturale (deforestazione, coltivazione intensiva o altre attività che emettono Co2 nell’atmosfera), stiamo eliminando un habitat protettivo per tutte quelle specie autoctone. Quando si verifica ciò le specie perdono il loro ambiente e iniziano a mutare nella loro capacità di resistere all’interno di un ambiente.  Eliminando l’aspetto primitivo dei luoghi, come nel caso della Foresta Amazzonica, stiamo riducendo la capacità produttiva degli ambienti.
Se ci troviamo in un ambiente non deforestato la diffusione del coronavirus potrebbe essere più lenta o addirittura nulla di quella invece presente in un ambiente che abbiamo deforestato. Allevamenti intensive ed altre attività, monocultura e deforestazione sono attività alla base della diffusione di un virus, dal covid all’ebola alla sars. C’è sicuramente un aspetto sanitario importante ma il climate change purtroppo agisce in ogni comportamento della nostra vita. Sembra distante perché non abbiamo una chiara correlazione tra la nostra attività e quello che il cambiamento climatico genera. Ma non è cosi, e lo vediamo in vari aspetti della nostra vita, tra questi anche il covid.

Ora dove ti trovi e come pensi di comportarti nelle prossime settimane visto l’emergenza? Avevi immagino delle altre tappe in programma. 

E’ una situazione assurda. Ora sono a Lisbona, qui non si avverte la stessa emergenza anche perché c’è stato un solo caso a Porto, era una persona venuta dall’Italia.  Ma io sono di Salerno e non so se tornare a casa senza poi avere la possibilità di non poter uscire dal paese e raggiungere i posti in cui dovevo andare. Potrebbero non farmi uscire più. Restare qui poi fino a quando? Una situazione in cui davvero non sai che cosa fare. Investirò forse il mio tempo qui, dovremmo fermaci tutti. 

Cosa vuoi dire a tutti i viaggiatori o meglio futuri viaggiatori visto la situazione che stiamo vivendo?

Quello che dobbiamo tenere presente è che quando viaggiamo siamo ospiti a casa di qualcun altro, per cui viaggiare sostenibile e in maniera rispettosa, è questo l’invito che vi faccio.

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