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Coronavirus, l’amministrazione Trump sfrutta l’epidemia per ridurre la protezione ambientale

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L’EPA ha annunciato che le industrie non saranno responsabili per l’inquinamento prodotto durante la pandemia mentre anche la legge sulle emissioni voluta da Obama è stata fortemente revisionata.

Da quando il coronavirus ha iniziato esponenzialmente a diffondersi negli Stati Uniti le scuole sono state chiuse, i luoghi di culto hanno cancellato le loro funzioni e le imprese non essenziali hanno interrotto i lavori. L’economia statunitense si è fermata. Ma l’amministrazione Trump e alcuni governi degli Stati stanno ancora lavorando per indebolire le norme sulla protezione ambientale.

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La “coerenza” non è un termine che può essere utilizzato per descrivere questa presidenza ma Trump è stato molto coerente nel suo voler assicurare una libertà assoluta ai grandi inquinatori. Secondo le nuove linee guida dell’Environmental Protection Agency (EPA) infatti le compagnie saranno largamente esentate dalle conseguenze dell’inquinamento dell’acqua e dell’aria durante la pandemia. In una lettera ai governi e ai partner privati, Susan Parker Bodine, che ricopre il ruolo di Assistant Administrator for Enforcement and Compliance Assurance all’EPA, ha spiegato che l’agenzia non si aspetta che le centrali, le fabbriche e le altre compagnie rispettino gli standard ambientali in questo periodo e che di conseguenza non saranno presi provvedimenti penali in caso di mancato rispetto. Solitamente le compagnie devono rendere noto quando rilasciano certi livelli di inquinamento nell’aria e nell’atmosfera. Ora l’EPA ha ceduto la sua autorità agli uffici statali sostenendo che le compagnie dovranno monitorare da sole i livelli di inquinamento in questo periodo.

In generale, l’EPA non prevede sanzioni per violazioni del monitoraggio della conformità di attività di routine, test di integrità, campionamenti, analisi di laboratorio, formazione, relazioni e obblighi di certificazione nelle situazioni in cui l’EPA concorda sul fatto che il COVID-19 sia stata la causa della non conformità e l’ente fornisca documentazione di supporto su richiesta“. Gli inquinatori potranno quindi evitare le sanzioni in caso dichiarassero in qualche modo che le violazioni siano avvenute a causa della pandemia. L’agenzia ha chiesto solamente alle compagnie di “minimizzare la durata e gli effetti di queste violazioni” e di “agire responsabilmente”. “L’EPA si impegna a proteggere la salute e l’ambiente ma riconosce che le sfide dovute dagli sforzi per proteggere i lavoratori e la salute pubblica durante il COVID-19 possano avere un impatto sulle capacità di soddisfare i requisiti normativi federali”. Queste linee guida si applicheranno retroattivamente a partire dal 13 marzo e sono estese fino a data da definire.

Tuttavia i critici sostengono che le nuove linee guida porteranno a maggior inquinamento e che sarà difficile calcolare i danni ambientali.  “Questa è una licenza per inquinare” ha commentato Gina McCarthy, presidente del Natural Resources Defense Council ed a capo di EPA in passato “l’amministrazione dovrebbe fare tutti gli sforzi per rendere il nostro paese più in salute. Invece sfrutta una crisi sanitaria senza precedenti per favorire chi inquina e minaccia la salute pubblica. Tutti apprezziamo il bisogno di flessibilità in tempo di crisi ma questa è una direttiva con la quale l’EPA rinuncia alla responsabilità di proteggere la nostra salute”.

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“In un periodo in cui le comunità in tutto il paese stanno disperatamente cercando di pulire le acque inquinate e un terzo delle specie sono a rischio estinzione, questa nuova regolamentazione mette ancora di più a rischio l’acqua che beviamo, la nostra fauna e il nostro stile di vita” ha commentato Collin O’Mara, presidente di National Wildlife Federation.Mentre il paese si concentra sulla protezione della salute pubblica dal COVID-19, Donald Trump e Andrew Wheeler stanno sfruttando questa pandemia per rendere legale l’inquinamento” ha spiegato Michael Brune di Sierra Clubquesta azione illegale e spericolata non sarà ignorata”.  Andrew Wheeler, attuale capo di EPA, ha difeso la decisione, sostenendo che l’EPA stia lavorando per proteggere l’ambiente e la salute pubblica ma è “fondamentale fornire un po’ di flessibilità in questo momento straordinario”.

Ma non finisce qui: martedi l’EPA ha modificato la legge approvata da Barack Obama sulla riduzione delle emissioni prodotte dalle auto; in passato si imponeva ai produttori di auto di migliorare gli standard sui carburanti di auto e camion del 5% ogni anno. Con la nuova revisione sarà necessario migliorare gli standard solamente del 1.5% annuo: per dare un’idea di quanto sia facile rispettare questi requisiti, i produttori di auto migliorano questi standard del 2.4% l’anno senza bisogno di leggi. Trump sostiene che il nuovo Safer Affordable Fuel-Efficient Vehicles renderà le nuove macchine più economiche e servirà a sostenere le case di produzione nel mezzo della pandemia ma indebolire queste restrizioni porterà a miliardi di tonnellate di emissioni in più e a 80 miliardi di galloni di benzina che le auto consumeranno nel loro ciclo vitale.

 

Il Dipartimento degli Interni sta lavorando allo stesso modo. La scorsa settimana il dipartimento si è rifiutato di estendere il periodo di commento pubblico sull’indebolimento del Migratory Bird Treaty Act e sta portando avanti i suoi piani sulle progetti di trivellazione nelle aree protette in Alaska e New Mexico. Anche i singoli Stati stanno lavorando su azioni simili: nelle ultime due settimane il Kentucky, il Sud Dakota e la West Viriginia hanno approvato una legge contro chi protesta contro gli oleodotti: con la nuova legge i progetti come il Dakota Access Pipeline verranno considerati come “infrastrutture chiave” e causare danni oltre un determinato valore in dollari o manomettere tali beni sarà un reato penale. Intanto i governatori di New Hampshire, Massachusetts e Illinois hanno temporaneamente vietato o scoraggiato l’uso di buste riutilizzabili nei supermercati mentre il Maine ha rimandato il divieto sulle buste di plastica al nuovo anno. Tuttavia le basi scientifiche dietro l’asserzione che le buste di plastica non consentano la diffusione del virus è debole e uno studio recente ha dimostrato che il virus possa sopravvivere sulla plastica per 72 ore.

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E’ chiaro che la crisi del coronavirus abbia concesso a Trump e agli stati repubblicani un’opportunità unica per eliminare le protezioni ambientali che ritenevano troppo onerose. Peccato però che il distanziamento sociale non possa funzionare contro l’inquinamento.

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