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Coronavirus, perché Trump ha deciso di abbandonare l’Oms

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Coronavirus. “Gli Stati Uniti continueranno a collaborare con i partner internazionali per assicurare la sconfitta del virus, ma non saranno limitati da organizzazioni multilaterali influenzate dalla corrotta Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Cina”.

Con queste parole il portavoce della Casa Bianca Judd Deere, annuncia l’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il Presidente Trump, da diversi mesi annunciava di voler ritirare i finanziamenti all’Oms e ora ha formalmente notificato al Congresso e all’Onu la decisione annunciata lo scorso 14 aprile.

L’uscita entrerà in vigore il 6 luglio 2021.

Secondo il Presidente USA, l’Oms ha aiutato la Cina a nascondere le informazioni sulle origini del virus, ovvero il suo sviluppo artificiale in un laboratorio di Wuhan all’interno di un programma di biowarfare.

Scuole, in classe solo con le mascherine chirurgiche: bandite quelle di stoffa

Fino a che l’uscita non diventerà effettiva, gli Stati Uniti dovranno continuare a rispettare gli obblighi che gli Stati membri hanno.

Gli effetti però potrebbero essere importanti visto che gli USA sono il principale finanziatore dell’Organizzazione versando il 15% dell’intero budget (circa 893 milioni di dollari).

In questo modo, l’Amministrazione Trump ‘mette i bastoni tra le ruote’ alla ‘Covid-19 Vaccine Global Access Facility’, il progetto dell’Oms organizzato e guidato dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovation e da Gavi Alliance (una cooperazione di soggetti pubblici e provati), che punta a velocizzare lo sviluppo del vaccino, assicurare che ci siano dosi disponibili per tutti i paesi e ad una distribuzione equa – soprattutto tra quella fascia di popolazione a più alto rischio.

Progetto al quale la Cina sembra essere disposta a collaborare.

La decisione del Presidente Trump ha già sollevato diverse critiche visto l’andamento della curva dei contagi negli Stati Uniti, dove i casi di Covid-19 sono quasi 6 milioni.

Scuola e Covid-19, le linee guida per il rientro in classe

Un numero destinato a crescere a causa di grandi eventi come il raduno di motociclisti di Sturgis in South Dakota che si è svolto senza mascherina e senza distanziamento sociale.

Al raduno, hanno partecipato 400.000 persone e di queste già 260 sono risultate positive al virus.

Nelle prossime settimane, con le festività del Labor Day e la riapertura di scuole e università – avverte il super esperto americano di Malattie Infettive, Anthony Fauci, ci sarà quasi sicuramente una nuova impennata di contagi.

I college infatti, sono stati costretti ad imporre nuovi limiti stringenti per cercare di contenere il contagio.

Capitolo di particolare rilievo, il caso delle scuole di New York: il sindaco Bill De Blasio è stato costretto a posticipare l’inizio delle lezioni di 10 giorni a causa di uno scontro con i sindacati degli insegnanti che minacciano lo sciopero a causa della decisione dell’amministrazione comunale di riavviare le classi in presenza.

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