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Coronavirus, il supercomputer di ENI a disposizione della ricerca

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Il supercomputer di ENI verrà messo a disposizione di tutte le strutture di ricerca pubbliche e private che si stanno occupando di trovare un vaccino per il virus COVID-19.


Eni ha messo liberamente a disposizione della ricerca sul coronavirus le proprie infrastrutture di supercalcolo nonché le proprie competenze di modellazione molecolare, offrendo il contributo di strumenti e risorse di eccellenza nella lotta all’emergenza globale. La decisione si inserisce in una lunga scia di iniziative che il gruppo ha attivato per supportare concretamente la lotta al contagio.

“Sono fiero di potervi annunciare che questa iniziativa, a cui ho dato avvio ispirando l’azienda ENI, è finalmente partita. Avremo uno dei più grandi #supercomputer al mondo, che invece di cercare petrolio e idrocarburi, cercherà soluzioni per la cura e per il vaccino. Grazie ad Eni  e a Claudio Descalzio per avermi ascoltato” ha scritto su Facebook Luigi Gabriele, deus ex machina di Visionari.

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Nello specifico, l’azienda comunica che la collaborazione si svilupperà nell’ambito del progetto europeo Exscalate4CoV guidato dall’azienda biofarmaceutica Dompé, che aggrega istituzioni e centri di ricerca di eccellenza in Italia e altri Paesi europei, al fine di individuare i farmaci più sicuri e promettenti nella lotta al Coronavirus. Eni partecipa alimentando la partnership con Cineca, un consorzio di ricerca non profit nel contesto del quale collaborano università, centri di ricerca nazionali e il Ministero dell’Università e della Ricerca italiano. Il team di lavoro congiunto effettuerà la simulazione dinamica molecolare di proteine virali ritenute rilevanti nel meccanismo di infezione da Covid-19, per identificare, mediante l’impiego di banche dati contenenti 10 mila composti farmaceutici noti, quelli più efficaci.

Successivamente si svilupperà un’attività per la ricerca di nuove molecole specifiche anti-virali attraverso lo screening di miliardi di strutture. Eni ha già avviato con Cineca le attività e ha messo a disposizione del consorzio le proprie competenze tecniche e l’utilizzo del sistema di supercalcolo Hpc5, il più potente al mondo a livello industriale. La sua architettura ibrida rende particolarmente efficiente gli algoritmi per la simulazione molecolare.

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In un momento di emergenza globale come l’attuale, dobbiamo mobilitare tutte le risorse disponibili con l’obiettivo di vincere la sfida che abbiamo davanti, e siamo onorati come Eni di poter dare il nostro contributo per provare a trovare delle soluzioni a questa sfida per l’umanità” ha detto Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni.

Ringraziamo Eni per il contributo prezioso, fiduciosi che questa collaborazione possa contribuire in modo significativo ad arrivare presto a un risultato e possa essere un modello anche per la ripresa” ha commentato Sanzio Bassini, direttore dipartimento supercalcolo Cineca.

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