Attualità

Coronavirus, scontro tra Fedez e Codacons sulla raccolta fondi

Condividi

Coronavirus. Scontro aperto tra il rapper Fedez e l’associazione dei consumatori Codacons. Ma Cosa è successo?

La scorsa settimana, l’associazione aveva informato di aver avviato un accertamento con l’Antitrust per verificare la correttezza e la trasparenza della raccolta fondi avviata dai ‘Ferragnez’ sulla piattaforma GoFundMe per raccogliere donazioni in favore degli ospedali pubblici con l’accusa (al sito) di ‘Gonfiare’ gli importi – tramite varie commissioni – al momento della donazione.

Grazie alla raccolta fondi avviata da Fedez e Chiara Ferragni che ha raccolto 4.451.102 euro è stato possibile realizzare in tempi rapidissimi una terapia intensiva all’ospedale San Raffaele per far fronte a tutti i malati e i contagi da Covid-19.

La richiesta del Codacons è quella di fare chiarezza sulle commissioni applicate dalla società che ha ospitato le raccolte fondi.

Come concordato con i Ferragnez, la società ha già donato 250.000 € di commissioni ad alcuni ospedali italiani.

Il Codacons ha poi annunciato che l’Antitrust dovrà procedere al blocco di tutte le raccolte fondi avviate da privati, che hanno già permesso di raccogliere milioni di euro, a causa di presunte commissioni poco chiare.

Ma l’azione intentata dal Codacons ha subito scatenato la reazione dei due Vip che sono subito andati al contrattacco, segnalando a loro volta un comportamento un comportamento poco corretto da parte dell’associazione in un momento di emergenza così grande.

Coronavirus, dallo sport alla moda passando per la musica tutte le iniziative benefiche

“la proposta del Codacons sarebbe quella di bloccare tutte le raccolte fondi private. Cioè tutti i milioni di euro raccolti per aiutare gli ospedali pubblici, cancellarli e stopparli. Io sono allibito, qualcuno li fermiha attaccato Fedez dalle sue storie Instagram –  sul loro sito ufficiale c’è una campagna per supportare il Codacons contro il Coronavirus. Ma se ci vado a cliccare sopra scopro che hanno fatto un banner sul Coronavirus dove in realtà la donazione va al Codacons, che non si occupa di Coronavirus. E questa è un’associazione parastatale che dovrebbe tutelare i consumatori?”.

Coronavirus, le nuove foto satellitari sulla riduzione dell’inquinamento in UE

Secca la risposta del Codacons che smentisce categoricamente le accuse del rapper: “intanto dobbiamo ringraziare questo signore, che credo sia un cantante, ma non ne sono certo – dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – perché stiamo ricevendo moltissime donazioni da tanti che non sapevano si potesse fare ed ora grazie a lui lo sanno”.

Fedez non ha capito niente – aggiunge Rienzi – noi raccogliamo fondi per le denunce, diffide, ricorsi in questo momento di emergenza. Sono già 42 le cose fatte e sì, sono fondi a sostegno del Codacons, ma per l’emergenza Coronavirus”.

Quanto all’accusa di voler ‘bloccare le raccolte fondi private’ il Presidente Codacons ribatte: “Ma quando mai. Noi abbiamo chiesto con un atto formale al governo che i soldi siano versati direttamente sul conto della Protezione Civile, perché almeno è un ente pubblico, e non si rischia che i privati non le destinino a chi devono”.

Le percentuali che rimangono al privato tra l’altro sono elevatissime – spiega ancora Rienzi – oltre ad un 2,9% di costi di incasso, c’è anche un sistema che individua una percentuale, indicata in una piccolissima postilla che può essere modificata, ma quasi nessuno legge, che regala il 10% al privato”.

Emergenza coronavirus, il modello Corea: sacrificare la privacy per contenere l’epidemia

Infine, rivolge due parole non troppo leggere alla coppia Vip: “Del resto stiamo parlando di gente che passa la vita dentro un armadio o in alberghi di lusso, vendono l’immagine di un bambino di due anni contro tutte le norme internazionali a tutela del fanciullo e che si vende l’acqua della fontana a 9 euro al litro: non mi sembra ci sia altro da aggiungere”.

Con una serie di Storie su Instagram questa mattina il Rapper ha risposto al Presidente Condacons, Carlo Rienzi: “Buongiorno amici – dice Fedez – per me è stato un ottimo risveglio questa mattina mi è arrivata una PEC da parte del Codacons in cui mi si dice Federico chiedi assolutamente scusa entro 48 ore sennò ti farebbe una super, super, super, causa”.

“Caro Codacons – aggiunge – quando non avevo 1euro in tasca non avevo paura di quelli che mi querelano, figurati adesso che c’ho qualche soldino in più in tasca. In più, in una causa che ho fatto una persona che mi ha diffamato più volte su internet il Pm ha sostenuto che internet non è un mezzo diffamatorio, si può dire il c**** che si vuole. Quindi vorrei aggiungere a tutto quello che ho detto in precedenza – conclude –  caro Codacons che potete andare a fare in c***”.

Poteva finire così? certo che no.

Non si è fatta attendere la risposta del Presidente Codacons, Carlo Rienzi: “Cari amici del Codacons, intanto devo dire che oggi abbiamo avuto l’onore di essere mandati a fare in culo da una specie di cantante di nome Fedez, che non so come si guadagna da vivere e questo ci fa molto piacere perché tra l’altro ha molti follower molti ci conoscono grazie a lui – dice Rienzi, annunciando che il Codacons sta facendo un censimento dei prezzi degli alimentari per chiedere l’intervento dei Nas, alcuni ricorsi alla Magistratura per far sì che medici e personale sanitario abbiano i presidi sanitari prima degli altri e affinché la Protezione Civile dia informazioni più complete e corrette non come fa adesso.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Facciamola breve.

Un post condiviso da Codacons Onlus (@codacons_official) in data:

Infine Rienzi, dopo aver ripercorso una serie di fotografie sue e dei due giovani vip, annuncia che la ‘battaglia’ dai social si sposterà in Tribunale dove – dice – “stiamo presentando le querele contro questi ignoranti, perché non sanno neanche leggere quello che c’è scritto sul sito. Un grande ignorante perché non sa leggere proprio in italiano. Non è che l’ignoranza è una colpa – aggiunge – l’ignoranza è un dato di fatto. Ce la teniamo così com’è, ma invitiamo tutti questi follower a venire sul nostro sito perché seguire un sito sociale come il Codacons è molto meglio che seguire due imbecilli che vivono in armadio e sfruttano le immagini di un bambino di due anni”.

(Visited 160 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago