AttualitàSalute

Rischio carestia per 55 mln di persone nel mondo a causa del Coronavirus

Condividi

Coronavirus. 55 milioni di persone, in 7 paesi, sono sull’orlo della carestia per l’effetto combinato di conflitti, disuguaglianze estreme e pandemia da Covid-19. Lo evidenzia il Rapporto ‘Più tardi darà troppo tardi’ di Oxafam alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alimentazione e del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS).

La Confederazione rivolge poi un appello urgente alla comunità internazionale, per un pieno finanziamento del Piano di risposta delle Nazioni Unite al Covid, che renderebbe possibile l’intervento delle organizzazioni umanitarie in questi paesi.

Yemen, Nigeria, Burkina Faso, Sud Sudan, Afghanistan e Repubblica Democratica del Congo, sono i 7 Paesi più colpiti al mondo dalla crisi alimentare – si legge in una nota – e in cinque di questi sono ancora fermi a zero i finanziamenti a sostegno del Piano di risposta delle Nazioni Unite, da oltre 10 miliardi di dollari.

Coronavirus, Conte firma il nuovo Dpcm. Tutte le novità

“Il Covid – spiega Francesco Petrelli, senior policy advisor per la finanza dello sviluppo di Oxfam Italia – ha scatenato una catastrofe economica nella parte povera del mondo e la fame potrebbe fare più vittime del virus stesso”.

Finora – prosegue la nota – sono stati stanziati solo un terzo degli aiuti necessari per la risposta globale alla pandemia, il 10% di quello necessario a far fronte alle crisi alimentari.

Turismo in Italia, effetto Coronavirus: presenze dimezzate nel 2020

L’appello lanciato da Oxafam:

“La comunità internazionale dovrebbe finanziare pienamente l’appello delle Nazioni Unite e intraprendere una più incisiva azione politica per sostenere il cessate il fuoco globale invocato dal Segretario generale. Dobbiamo spezzare una volta per sempre il nesso mortale che lega la guerra alla fame. Basti pensare che in 80 paesi su 100, dove intervengono le agenzie dell’ONU, sono in corso conflitti” .

(Visited 12 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago