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Coronavirus, impatto positivo sull’ambiente ma dopo si tornerà alla normalità

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Le misure di quarantena imposte dai governi di tutto il mondo stanno portando dei benefici all’ambiente: l’inquinamento è in calo e gli animali vagano liberi per le città deserte.

Non c’è bisogno di guardare lontano per renderci conto di come la quarantena stia avendo un impatto positivo sull’ambiente: le restrizioni hanno portato ad un calo dei voli e del traffico e gli unici mezzi a circolare sono quelli che consegnano alimenti o beni essenziali. Chi può sta lavorando da casa mentre, per i più sfortunati il cui lavoro non può essere svolto da remoto, i governi si stanno attrezzando per pagare i salari.

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Questa riduzione degli spostamenti ha portato ad un calo dell’inquinamento nel Regno Unito, dove i dati più recenti mostrano che il livelli PM2.5 e NO2 sono diminuiti di un terzo. Se prendiamo in considerazione che solo l’inquinamento di Londra è responsabile di 9.400 morti l’anno forse è necessario mantenere i livelli bassi di inquinamento anche dopo la pandemia per salvare più vite possibili.

Secondo uno studio dell’Università di Stamford  le misure di quarantena hanno salvato vite per un numero di venti volte maggiore rispetto a quelle perse a causa del virus. Il risultato è stato ottenuto partendo dal fatto che secondo alcuni calcoli le misure di quarantena in Cina hanno evitato la morte per inquinamento di 73.000 adulti over 70 e di 4,000 bambini sotto i 5 anni.

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La riduzione delle emissioni dei veicoli e il calo dell’inquinamento atmosferico sono solo uno dei vantaggi del nostro modo di vivere che deve cambiare così all’improvviso e in modo brusco: il secondo vantaggio è la riduzione dei gas a effetto serra. Questo ovviamente è legato al calo del traffico e dei voli ma anche alla riduzione di domanda di energia che si è verificata lo scorso anno nel Regno Unito e che si sta verificando anche durante la quarantena.

Ovviamente questi dati dipendono pure dalle condizioni metereologiche e dall’aumento delle ore di luce ma la chiusura delle imprese e lo smart working stanno avendo il loro impatto. Considerando che nel 2019 un terzo dell’energia del Regno Unito è stata prodotta da fonti rinnovabili, sembrano esserci delle speranze per il pianeta. Bisogna considerare anche l’impatto sul mondo animale: le acque di Venezia sono tornate a splendere e i delfini sono tornati, i cervi e le scimmie camminano per le città del Giappone e della Tailandia e le tartarughe hanno ripopolato le spiagge del Brasile.

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I benefici della quarantena però si esauriranno con il ritorno alla vita normale. Forse sarà necessario realizzare che abbiamo bisogno di meno di quello che abbiamo per potere vivere e probabilmente non torneremo allo status quo precedente. Quando ci viene chiesto cosa ci manca maggiormente sono in pochissimi a dire lo shopping, le vacanze, il lusso; quello che tutti vogliamo è ritrovare quel poco di umanità che ci è stata tolta e quello che faremo quando tutto sarà finito sarà vederci, sorridere, ridere insieme, abbracciarci.

 

Ma possiamo tutti fare comunque del nostro meglio per continuare a ridurre il nostro impatto ambientale anche quando tutto sarà finito: non sarà necessario fare nulla di più di quello che stiamo facendo ora ma solamente aggiungere quelle piccole cose che ci mancano e che per noi sono la felicità.

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