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Coronavirus, le nuove foto satellitari sulla riduzione dell’inquinamento in UE

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L’emergenza coronavirus sta avendo un effetto collaterale di riduzione dello smog. Ecco le nuove immagini scattate dal satellite Copernicus sentinel 5P: dalla metà di febbraio nell’atmosfera è stata registrata una notevole riduzione delle concentrazioni di inquinanti chiave,NO2 e polveri sottili.

Un’Europa con l’aria pulita. Ecco come appare il nostro continente, dopo le prime settimane di drastica riduzione di auto e di attività inquinanti. L’immagine è quella dell’inquinamento da NO2 scattate dal satellite Copernicus sentinel 5P, con le foto elaborate dalla piattaforma Onda della Serco di Frascati, nel periodo prima e durante il lockdown (14-27 febbraio e 10-24 marzo).

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Dalla metà di febbraio, nell’atmosfera è stata registrata una riduzione delle concentrazioni di inquinanti chiave NO2 e polveri sottili (PM2,5 e PM10, particelle con diametro inferiore rispettivamente a 2,5 micrometri e 10 micrometri) nel Nord Italia. Queste riduzioni sono in parte spiegate dalle condizioni meteorologiche e in parte dagli effetti del lockdown“, spiega Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service (C3S) (Fonte Adnkronos).

Nel dettaglio spiega, “abbiamo stimato che il livello di NO2 è diminuito di circa la metà nelle ultime 5 settimane. Il traffico stradale in genere rappresenta circa il 40% delle emissioni di NO2, quindi si prevede che la drastica riduzione del traffico dovuta al ‘lockdown‘ comporterà una riduzione delle emissioni di NO2 e conseguentemente una riduzione delle sue concentrazioni nell’aria“.

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Le immagini sono state diffuse dalla Fondazione Univerde:  “L’emergenza coronavirus sta avendo un effetto collaterale di riduzione dello smog. C’è voluto questo disastro per ricordarci che proprio la Ue segnala come stima prudenziale che ogni anno oltre 400.000 persone muoiono prematuramente a causa di polmoniti e altre malattie respiratorie, legate alla pessima qualità dell’aria“, dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e già Ministro dell’Ambiente.

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Oggi gli scienziati stanno studiando, non solo la possibilità del virus di diffondersi più facilmente grazie allo smog, ma anche se una concausa della maggiore diffusione e mortalità in alcune zone non sia dovuta alla debolezza degli apparati respiratori ma dal fatto di vivere in una zona con aria molto inquinata”.

Dovremo saper uscire da questa emergenza, che è sanitaria ed economica, investendo sulla creazione di milioni di posti di lavoro in un vero rinascimento ecologico con smart cities, mobilità sostenibile, produzione diffusa di energie rinnovabili, smartworking e tanta innovazione green. Ma le lobby dei fossili chiederanno invece incentivi ed aiuti per rimettere in sesto le vecchie realtà decotte. Ecco perché servirebbero una forte mobilitazione delle opinioni pubbliche e sopratutto classi dirigenti lungimiranti che purtroppo, come dimostrano i vertici Ue, scarseggiano”.

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