Animali

Coronavirus, migliaia di animali abbandonati in Cina per via dell’epidemia

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Migliaia di animali domestici in Cina sono rimasti soli a causa dell’epidemia, tra chi li abbandona e chi, tra quarantena e limiti alla circolazione, non riesce a tornare a casa dai propri cuccioli.

I volontari in Cina stanno avendo difficoltà nel gestire il numero di animali domestici rimasti soli durante l’epidemia del coronavirus, che solamente in Cina ha causato la morte di 2,000 persone e oltre 78,000 contagi.

 

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Chi possiede un animale domestico e si ammala o finisce in quarantena non può portare con se l’animale e, nonostante le rassicurazioni dell’OMS sul fatto che gli animali domestici non siano contagiosi, molti scelgono di abbandonarli. “Ho salvato molti cani questo mese, molti dei quali abbandonati” ha raccontato un volontario del Furry Angels Heaven di Wuhan. “Il proprietario di uno degli animali ha il coronavirus ed è stato messo in quarantena. Per fortuna la polizia ha salvato l’animale e ce l’ha portato”.

Il volontario ha spiegato di non voler rivelare il suo nome per paura di ripercussioni, avendo a casa 35 cani e 28 gatti, oltre a prendersi cura degli animali del rifugio: “E’ una strana situazione qui. Non ci è permesso uscire e ho paura che i miei animali possano finire il cibo. Ho paura che se io o la mia famiglia dovessimo venire contagiati allora la polizia potrebbe abbattere cani e gatti”. Senza le entrate del suo lavoro teme di rimanere senza fondi per gestire il rifugio. “E’ costoso salvare questi animali”. Quando finirà la quarantena gli animali potranno essere adottati.

 

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L’epidemia del coronavirus è scoppiata a dicembre ma si è diffusa principalmente durante il Capodanno cinese di gennaio, durante il quale molte persone hanno fatto visita alle proprie famiglie fuori città, pensando che gli animali potessero essere al sicuro rimanendo un paio di giorni  soli. In seguito è stata introdotta la quarantena e a più di 60 milioni di persone nella provincia di Hubei sono stati imposti dei limiti di viaggio che non hanno permesso di tornare a casa dai propri cuccioli. I proprietari si sono rivolti al social network cinese Weibo per chiedere aiuto. “Aiuto! Vivo nella città di Ezhou e il mio cane è in trappola” ha scritto una donna da Wuhan “Chiedo aiuto per una persona che possa dar da mangiare al mio gatto. Sono disposta a pagare per il disturbo, aiutatemi a condividere il messaggio”.

Lao Mao, un volontario che fa parte di un gruppo che fornisce assistenza agli animali ha detto di aver aiutato oltre mille cuccioli: “Ci sono sempre più animali che hanno bisogno di aiuto. Molti stanno morendo di fame. Non posso fare molto ma sto cercando di salvarne il più possibile”. Non si tratta solamente di Wuhan. I gruppi animalisti di tutta la Cina stanno facendo i conti con le conseguenze della quarantena. Animal Rescue Shangai ha descritto la situazione come “un incubo. E’ alta stagione durante il capodanno cinese e questo vuol dire che molti cani vengono abbandonati e, a causa del coronavirus, molti voli sono stati cancellati. Ora abbiamo 350 cani in uno spazio per 120. Siamo disperati”.

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Un volontario di Shenzen ha spiegato di aver visto molti più animali randagi in strada: “I negozi sono chiusi e non c’è nessuno che dia il cibo agli animali. E’ diventato molto comune vedere gatti e catti randagi combattere tra loro per un po’ di cibo”. Tuttavia con l’intensificarsi della situazione i volontari hanno unito le forze come mai fatto prima per gestire il gran numero di animali bisognosi. “Il supporto della comunità è veramente commovente. Ci sono molte persone disposte a dare una mano. Sia i cinesi che gli stranieri si sono uniti per dare una mano agli animali”.

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