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Coronavirus, primo caso nello stabilimento ex Ilva di Taranto

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E’ positivo al Coronavirus il dipendente di ArcelorMittal, siderurgico di Taranto, che venerdì sera, mentre era in fabbrica sugli impianti, ha accusato malore e febbre. Intanto il sindaco Melucci da’ seguito alla sua ordinanza sulle emissioni: stop impianti entro 30 giorni.

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Il risultato positivo del campione a cui è stato sottoposto il lavoratore dello stabilimento siderurgico di Taranto ArcelorMittal, ex Ilva, è arrivato nel pomeriggio di domenica 29 maarzo. Lo apprende l’AGI.

Il lavoratore, dopo essersi sentito male, aveva lasciato la fabbrica ed era tornato a casa. Ha effettuato il tampone all’ospedale Moscati di Taranto, che è Centro Covid 19. Si tratta del primo caso di Coronavirus che si verifica nel siderurgico ArcelorMittal.

Intanto il sindaco Rinaldo Melucci da’ seguito alla sua ordinanza sulle emissioni nonostante il ricorso al Tar di Lecce presentato da ArcelorMittal e quello annunciato dai commissari dell’Ilva in As. Il primo cittadino fa presente di aver chiesto “ad Ispra di verificare la corretta applicazione delle disposizioni richiamate” e che “il Comune di Taranto procederà come per Legge”.

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Sono “formalmente decorsi – sottolinea Melucci in una nota – i termini di cui all’ordinanza sindacale n. 15 del 27 febbraio 2020, senza che sia pervenuta alcuna informazione da parte dell’attuale gestore dello stabilimento siderurgico di Taranto, dalla struttura commissariale di Ilva in As o dagli organismi di controllo, ciascuno per quanto di propria competenza, volta come ordinato ad individuare gli impianti interessati dai fenomeni emissivi e ad operare per rimuoverne criticità ed anomalie, a tutela della salute pubblica“. Alla luce del “mancato adempimento di cui sopra, da oggi 29 marzo 2020, i soggetti in parola – aggiunge il primo cittadino – hanno 30 giorni funzionali all’attuazione perentoria delle disposizioni sindacali, per le quali debbono provvedere con apposito cronoprogramma alla fermata degli impianti inquinanti, quali quelli individuati nell’atto sindacale“.

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Nel ricorso al Tar, i legali di ArcelorMittal hanno affermato che l’ordinanza sindacale si caratterizza per “eccesso di potere per travisamento di fatto e di diritto, carenza di istruttoria e di motivazione, violazione del principio di proporzionalità  del principio di precauzione, incompetenza assoluta e straripamento di potere”. Per i commissari dell’Ilva in As, che hanno annunciato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale in una nota recapitata ieri al Comune, l’ordinanza e’ “ineseguibile” e presenta vizi di illegittimità “per carenza di potere esercitato”.

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