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Coronavirus, Governo lavora al nuovo Dpcm: dalla quarantena a 10 giorni al divieto di feste private

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Il Governo sta lavorando al nuovo Dpcm volto a contrastare il contagio da Cronavirus con l’obiettivo di evitare un nuovo lockdown o misure che portino un danno economico eccessivo, tutelando al contempo la salute.

Intanto, il Comitato tecnico scientifico fornisce le prime indicazioni sulle nuove norme anti Covid-19: quarantena a 10 giorni, un unico tampone per ‘uscire’ dall’isolamento, aumento delle precauzioni e più controlli.

Il premier Giuseppe Conte ribadisce che non ci sarà un nuovo lockdown nazionale ma una serie di interventi ‘mirati e progressivi’ per fermare la crescita dei contagi.

La quarantena scende a 10 giorni con i positivi che dovranno fare un unico tampone per ‘uscire’ dall’isolamento, via libera ai test rapidi per i contatti stretti, utilizzo di mascherine anche per l’attività motoria all’aperto (per camminare, non per fare jogging e footing), stop a feste private e più controlli contro la movida.

E ancora: aumento del ricorso allo smart working nella Pubblica Amministrazione.

Sono queste le nuove misure che il governo sta mettendo a punto e che confluiranno nel nuovo Dpcm.

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La proposta di organizzare feste private, ovunque sia e per tutti, è arrivata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza che ha sottolineato come la misura dovrà essere vaglia e messa a punto.

Ciò si impone – ha spiegato – perché “la gran parte dei contagi sta avvenendo in ambiti familiari o di relazioni interpersonali”.

“Le feste private possiamo evitarle, ha aggiunto il Ministro, spiegando che “quando c’è una norma, va rispettata, sono convinto – ha detto – che la stragrande maggioranza aderirà. Lavoreremo con le forze dell’ordine perché questa norma sia rispettata, saranno vietate per tutti”.

“Siamo costretti a stringere le maglie – ha sottolineato Speranza – con interventi puntuali su alcune aree più a rischio per rimettere la curva sotto controllo e per non assumere misure più dure”.

Il Ministro della Salute ha poi spiegato che in Italia al momento non ci sono aree per le quali è necessario disporre lockdown mirati per contenere la diffusione dei contagi e quella di far scattare delle chiusure territoriali è tra le ipotesi prese in esame.

Il pacchetto di misure, consegnato al Comitato tecnico scientifico in una riunione urgente convocata dal Ministro della Salute per confrontarsi con gli esperti e definire al meglio gli interventi, dovrà essere approvato entro il 15 ottobre – data in cui scade l’attuale decreto in vigore.

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Quanto al sistema di testing e del periodo di quarantena sarà una circolare del direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, a chiarire le modalità.

Il Cts ha individuato 4 diverse tipologie di situazioni:

  • i positivi asintomatici: dovranno osservare 10 giorni di quarantena, a partire dalla diagnosi di positività, e poi sottoporsi ad un tampone molecolare
  • i positivi sintomatici: dovranno osservare 10 giorni di isolamento, ma prima di sottoporsi all’unico tampone molecolare previsto dovranno aver passato almeno 3 giorni senza sintomi.
  • i positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi: Anche per loro dieci giorni di quarantena e tampone molecolare, ma l’isolamento finirà in ogni caso dopo 21 giorni poiché dopo quel lasso di tempo la carica virale è molto bassa.
  • i contatti stretti: dopo 10 giorni di quarantena, sarà possibile effettuare il test rapido dai medici di base.

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Nel nuovo Dpcm ci sono poi una serie di misure – annunciate nei giorni scorsi da diverse fonti di governo – e che saranno illustrate dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia alle regioni: la chiusura di bar, pub e ristoranti alle 24; lo stop della vendita delle bevande da asporto alle 21 per evitare che si consumi cibo in piedi fuori dai locali; lo stop agli eventi di massa e agli sport amatoriali di contatto come il calcetto.

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