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Coronavirus, Giappone verso lo stato d’emergenza: era necessario già dal primo aprile

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Il Primo Ministro Shinzo Abe sta per dichiarare lo “stato d’emergenza” a Tokyo ed in altre sei prefetture nel tentativo del fermare la diffusione del virus.

Secondo la legge, il Primo ministro può dichiarare lo stato d’emergenza solamente in caso la malattia ponga “in grave pericolo” la vita e la sua rapida diffusione possa avere un impatto sull’economia.

Abe incontrerà comunque i suoi esperti prima di procedere con la dichiarazione che, secondo il Primo ministro, potrebbe essere troppo frettolosa considerando l’impatto che avrà sull’economia e sui cittadini. Inoltre, il governo sta lavorando ad un pacchetto di misure da centinaia di miliardi di dollari che verrà svelato in settimana.

Lo stato d’emergenza conferirà ai governatori delle prefetture l’autorità di chiudere le imprese e costringere i cittadini a stare a casa ma non con lo stesso tipo di tipo di poteri visti in altri paesi: nella maggior parte dei casi non ci saranno conseguenze penali per le violazioni e le istituzioni saranno costrette a fare appello al rispetto dei giapponesi nei confronti delle autorità.

La popolazione è favorevole allo stato d’emergenza. Secondo un sondaggio, l’80% degli intervistati lo ha definito “necessario” e sempre secondo lo stesso sondaggio la popolarità di Abe è scesa di 5.7% lo scorso mese a causa della mancata dichiarazione. Kenji Shibuya, direttore dell’Institute for Public Health al King’s College di Londra, ha spiegato che il governo è in ritardo: “Avrebbero dovuto dichiararlo il 1° aprile”.

Il ministro dell’economia Yasutoshi Nishimura ha fatto appello alla calma, chiedendo alla popolazione di evitare lo spostamento nelle altre prefetture, un comportamento che potrebbe favorire la diffusione del virus. Vieterà l’ingresso agli stranieri provenienti da una lista di 73 paesi e chiederà a chiunque arrivi dall’estero di isolarsi volontariamente per due settimane nello sforzo di contenere la diffusione del coronavirus. Le nuove misure sui viaggi e sulla quarantena entreranno in vigore a partire dal 3 aprile.

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I consiglieri medici sostengono che gli ospedali a Tokyo, Osaka ed in alcune prefetture siano sull’orlo del collasso e servono provvedimenti immediati. “Le risposte fondamentali dovrebbero arrivare oggi o domani” ha detto Shigeru Omi, Presidente della Japan Community Health Care. Secondo Omi il sistema sanitario potrebbe cedere anche prima del “picco” o di un aumento esplosivo dei casi. Il Primo ministro Shinzo Abe sta decidendo se dichiarare lo stato d’emergenza, che fornirebbe ai governatori un maggior potere per costringere i giapponesi a stare a casa e a chiudere le scuole. Tuttavia la legge non prevede sanzioni nella maggior parte dei casi rispetto alle altre nazioni in cui è stata imposta una quarantena legale, con conseguenze penali per i violatori.

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Yuriko Koike, governatore di Tokyo, ha chiesto ai circa 14 milioni di residenti di rimanere in casa ed evitare bar e ristoranti. “Le persone continuano a dire ‘Non penso di essere infetta’. Dobbiamo far capire a tutti che bisogna proteggere sia stessi che gli altri”. Koike ha spiegato che le scuole nelle aree metropolitane rimarranno chiuse fino al 6 maggio mentre per le scuole nelle aree periferiche bisognerà decidere in base alle condizioni locali. La diffusione del virus sta mettendo in ginocchio un’economia già sull’orlo della recessione. Secondo un sondaggio della Bank of Japan l’umore degli imprenditori nel settore manifatturiero è al punto più basso degli ultimi sette anni.

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