Salute

Coronavirus, il distanziamento sociale potrebbe durare fino al 2022

Condividi

Secondo uno studio di Harvard potrebbe essere necessario mantenere il distanziamento sociale fino al 2022 per evitare di sovraffollare le terapie intensive degli ospedali.

Le misure di distanziamento sociale potrebbero continuare ad intermittenza fino al 2022 secondo gli scienziati, preoccupati per un possibile ritorno del COVID-19 per i prossimi anni. Secondo l’ articolo pubblicato sulla rivista Science, una quarantena una tantum potrebbe non essere abbastanza per contenere il virus e un secondo picco di casi potrebbe essere più pericoloso del primo in caso di assenza di restrizioni. Tra gli scenari possibili una serie di restrizioni fino al 2025, in caso di assenza di un vaccino o di un trattamento efficace.

Coronavirus, Trump attacca OMS: “Ha fallito”. Sospesi i finanziamenti

Marc Lipsitch, professore di epidemiologia ad Harvard ed autore dello studio, ha spiegato: “Le infezioni si diffondono in presenza di due fattori: le persone infette e le persone sensibili. A meno che non ci sia una quantità enormemente maggiore di immunità di gregge di quella di cui siamo a conoscenza…la maggior parte della popolazione è ancora sensibile all’infezione. La fine della pandemia entro l’estate del 2020 non è in linea con quello che sappiamo dell’infezione”. Nei suoi briefing quotidiani, il Governo del Regno Unito non ha delineato piani al di là delle attuali restrizioni, ma l’ultimo documento aggiunge il consenso scientifico al fatto che il distanziamento sociale possa essere necessario per un tempo considerevolmente più lungo per limitare il numero di casi, in modo che siano gestibili dalle terapie intensive degli ospedali.

La prospettiva di una distanziamento sociale “ad intermittenza” ha sollevato molte questioni su come dovranno comportarsi i gruppi a rischio tra cui gli anziani e le persone con patologie pregresse. Potrebbe essere possibile allentare queste misure cercando di mantenere il numero di casi sostenibili per il sistema sanitario ma il rischio di infezione rimarrà fin quando non si avrà a disposizione un vaccino. Nuovi trattamenti, un vaccino, o un aumento di capacità da parte della terapia intensiva potrebbero alleviare il bisogno di misure di distanziamento sociale secondo lo studio ma “in assenza di queste, le misure di sorveglianza e il distanziamento ad intermittenza potrebbero durare fino al 2022”. Il numero totale di casi entro i prossimi cinque anni, e le seguenti misure di distanziamento,  dipenderanno dal livello dell’infezione, dal fatto che gli infetti ottengano l’immunità e, in tal caso, per quanto tempo. Gli autori però avvertono che ci sono ancora troppe incertezze e non è possibile fare una predizione a lungo termine.

Coronavirus, nuovo studio dell’Università di Harvard conferma il legame mortale con l’inquinamento atmosferico

Secondo l’articolo, se l’immunità dovesse essere permanente, l’infezione potrebbe impiegare cinque o più anni per scomparire mentre se l’immunità dovesse durare solamente un anno, come visto per altri coronavirus, un ciclo di epidemia annuale potrebbe essere l’ipotesi più probabile. Lipsitch ha spiegato: “L’ ipotesi più ragionevole è che possa esserci una protezione parziale per quasi un anno. A lungo termine, potrebbero essere diversi anni di protezione. È solo speculazione a questo punto“. In tutti gli scenari considerati comunque si sostiene che blocco una tantum porterebbe ad una ripresa del virus a fine restrizioni. Le indagini sierologiche saranno cruciali per stabilire se le persone sono dotate di un’immunità di lunga durata.

Coronavirus, quando l’uomo supera i limiti fissati dalla natura

Mark Woolhouse della Edinburgh University ha spiegato: “Si tratta di uno studio eccellente che utilizza modelli matematici per esplorare la dinamica del COVID-19 in un periodo di diversi anni, in contrasto con studi precedenti che si sono concentrati solamente sulle prossime settimane o i prossimi mesi. E’ importante riconoscere che si tratta di un modello; è corente con i dati attuali ma si basa su una serie di assunzioni che devono ancora essere confermate. Lo studio dovrebbe essere considerato come uno dei possibili scenari e non come una previsione sicura”.

(Visited 99 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago