Salute

Coronavirus, come si può combattere la pandemia se manca l’acqua?

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Il Governo cileno ha chiesto ai cittadini di stare a casa e lavarsi spesso le mani: un compito impossibile per le comunità che vivono sul fiume Ligua, ormai prosciugato a causa delle coltivazioni di avocado.

Il fiume Ligua a Petorca in Cile è completamente secco: in passato i piccoli insediamenti sulla riva del fiume facevano affidamento sulla sua acqua per sopravvivere ma negli ultimi 15 anni i residenti sono stati costretti a raccogliere acqua da altre parti. I residenti ora sono costretti ad affrontare un doppio problema: oltre alla scarsità d’acqua bisogna fare i conti con la diffusione globale del coronavirus, arrivato anche in Cile con 632 casi positivi, di cui 16 nella regione di Valparaiso dove si trova Petorca.

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Il Ministro della salute cileno ha chiesto alla popolazione di stare a casa e lavarsi spesso le mani ma per coloro che vivono nelle aree del paese in cui manca l’acqua questo semplice compito è impossibile. Una ragazza che vive a Petorca ha spiegato che fatica ogni giorno solamente per raccogliere l’acqua per lei e la sua famiglia: “Sono esausta. Dicono di lavarci spesso le mani. Come faccio? Disinfetto tutto e raccolgo la poca acqua che mi rimane per i bambini”. Come mamma è preoccupata per il coronavirus. “Ho dovuto mandare mia figlia più grande dalla nonna. L’ho fatto per motivi sanitari, mia madre ha l’acqua”. La donna sostiene che la carenza d’acqua stia avendo un impatto sul suo fisico e sulla sua salute mentale: “Devo andare avanti, per le mie figlie e per me. Ma nessuno dovrebbe trovarsi in questa situazione”.

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Secondo gli attivisti la produzione di avocado è la causa della siccità nell’area. La maggior parte degli avocado in Cile viene esportata e la domanda per questo frutto ha portato alla proliferazione di piantagioni in tutto il paese. Ogni albero ha bisogno di 66 litri d’acqua al giorno, più dei 50 disponibili per il residenti che spesso non ottengono la loro scorta. Le compagnie agricole sono state accusate di aver deviato l’acqua dai fiumi di Petorca, causando la siccità nella regione e, nonostante sostengano di agire legalmente, il governo locale ha iniziato a smantellare i condotti illegali e multare le compagnie. “Non si tratta di siccità ma di furto” ha spiegato Nicolas Quiroz, membro di Movement for Water and Land Rights (MAT). Quiroz sostiene che il governo sia stato assente durante la crisi e che abbia fatto troppo poco e in ritardo. “Siamo in un’emergenza sanitaria e non possiamo prenderci cura di noi stessi a causa della conseguenza di aver visto negato il nostro diritto all’acqua”.

 

Durante una delle prime dichiarazioni televisive sulla pandemia, il Presidente Sebastian Pinera ha chiesto ai cileni di rispettare le norme igieniche: “Per salvare delle vite, chiedo a tutti i miei compatrioti di lavare le mani frequentemente“. Le istruzioni del Ministero della salute indicano di lavare le mani per almeno 30 secondi sotto acqua corrente. Maria Paz Bertoglia, epidemiologa dell’Universidad de Chile, sostiene che la mancanza di acqua corrente in alcune aree del paese possa rappresentare un pericolo: “E’ un problema sociale e per la salute, non si tratta soltanto del COVID-19 ma anche di altre malattie. L’accesso all’acqua pulita dovrebbe essere garantito a tutti”.

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Carolina Vilches, che sovrintende alle risorse idriche di Petorca, sa che molti nella provincia non possono rispettare le misure sul lavaggio delle mani. Inoltre è preoccupata per gli effetti delle misure di quarantena su coloro che guidano le autocisterne per portare acqua ai residenti: “Il rischio è alto, non possiamo rispettare gli standard igienici richiesti dalla situazione”.

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