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Coronavirus, la Cina vieta il commercio e il consumo di animali selvatici

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La Cina vuole vietare definitivamente la vendita di animali selvatici, pratica che secondo le autorità ha contribuito alla diffusione del coronavirus.

Il Comitato Permanente cinese ha approvato una proposta di legge per vietare il commercio e il consumo di animali selvatici, la pratica ritenuta responsabile per la diffusione del coronavirus. “Lo scopo è vietare completamente il consumo di animali selvaggi e distruggere il commercio illegale”. Il divieto servirà a “salvaguardare la salute pubblica e la sicurezza ecologica”.

 

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Il Comitato Permanente è l’organo che convoca annualmente i 3000 membri dell’Assembla Nazionale del Popolo. La convocazione avviene solitamente a marzo ma la sessione di questo anno è stata rinviata a causa dell’emergenza sanitaria. Pechino sta già cercando di rivedere la legge sulla protezione degli animali e l’approvazione di questa proposta servirà ad aiutare il paese a sconfiggere l’epidemia. Le autorità cinesi sostengono che il virus sia emerso nel mercato di Wuhan, dove è molto diffusa la vendita di animali selvatici. Lo scorso mese, dopo l’inizio dell’epidemia, la Cina ha imposto un divieto temporaneo fin quando “l’epidemia nazionale non verrà risolta”.

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Il nuovo coronavirus è responsabile per la morte di 2592 persone in Cina, l’infezione di oltre 77,000 persone e della paralisi dell’economia cinese. Tuttavia non è ancora chiaro quando il divieto permanente entrerà in vigore. Gli animalisti hanno accusato in passato la Cina per non aver contrastato il mercato degli animali esotici, molto diffuso nel paese sia per scopi alimentari che per l’utilizzo degli animali nella medicina tradizionale, nonostante i dubbi scientifici a riguardo. La Cina in passato ha imposto un divieto temporale alla vendita degli animali dopo che la SARS, anch’essa legata al consumo di animali selvatici, ha portato alla morte centinaia di persone tra Cina e Hong Kong nel 2002-2003. Questo comunque non ha impedito al commercio di animali selvatici di risorgere.

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Gli esperti sostengono che questo commercio metta a rischio la salute pubblica, esponendo gli umani alle infezioni di natura animale. La fonte di provenienza del coronavirus rimane comunque ignota: tra le ipotesi ci sono i pipistrelli, i pangolini e altri mammiferi. Nel caso della SARS, l’infezione nacque dai pipistrelli ma si diffuse tra gli esseri umani a causa degli zibetti. Gli zibetti, simili ai gatti, sono tra le decine di specie in vendita al mercato di Wuhan, insieme a ratti, serpenti, salamandre e cuccioli di lupo.

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