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Coronavirus, caos rimborsi: sul sito dell’INPS si può accedere ai dati personali di altri utenti

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Diversi utenti sui social hanno sottolineato come sia possibile accedere tramite il sito dell’INPS alle schede rimborsi degli altri utenti, schede che in teoria dovrebbero essere private. Tutto questo mentre il governo non ha ancora chiarito le modalità e i tempi dei rimborsi.

Continua il caos rimborsi per i privati e gli autonomi in difficoltà a causa del closing imposto dal governo come manovra per arginare il coronavirus. Dopo i dubbi e le difficoltà sui tempi di emissione dei rimborsi, dopo la voce che si era sparsa (smentita in seguito) sul fatto che i tempi di rimborso fossero direttamente proporzionali alla velocità di inserimento della domanda, adesso sembrerebbe che il sito dell’INPS consenta di accedere alle domande degli altri utenti, domande che dovrebbero essere assolutament private.

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Secondo alcuni utenti infatti accedendo al sito dell’INPS è possibile entrare con nomi differenti e accedere quindi anche alle richieste di rimborso degli altri utenti.

 


“Dall’una di notte alle 8.30 circa, abbiamo ricevuto 300mila domande regolari. Adesso stiamo ricevendo 100 domande al secondo. Una cosa mai vista sui sistemi dell’Inps che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri”, si giustifica il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.

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Lo stesso Tridico ha invitato gli utenti a non riversarsi sul portale: “Non c’è fretta. Le domande possono essere fatte per tutto il periodo della crisi, anche perché il Governo sta varando un nuovo provvedimento sia per rifinanziare le attuali misure sia per altre”. Dichiarazioni in contrasto con quanto apparso brevemente ieri sul sito, circa l’accettazione delle domande in ordine cronologico in assenza di un criterio di riparto dei fondi (3miliardi) qualora non bastassero per tutti.

Intanto al momento il sito dell’INPS risulta inaccessibile se non dopo vari tentativi, sperando che questa grave violazione della privacy venga immediatamente risolta.

AGGIORNAMENTO:

L’INPS ha risposto alle segnalazioni degli utenti affermando di essere a conoscenza del problema. “Ci scusiamo per quanto accaduto” si legge nel tweet, “stiamo lavorando a una pronta risoluzione”.

 

 

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