“Acqua: nessuno sia lasciato indietro”, un terzo della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi di acqua potabile. Senza acqua e igiene è più difficile sconfiggere pandemia da coronavirus.  Presentata, in diretta streaming, la traduzione ufficiale in italiano del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2019.   

Si è svolto questa mattina, in diretta streaming, il convegno “Acqua: nessuno sia lasciato indietro. L’impegno delle istituzioni, della società civile e delle imprese per la tutela e l’accesso alle risorse idriche”, nel corso del quale è stata presentata la traduzione ufficiale in italiano del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2019 curata dalla Fondazione UniVerde e dall’Istituto Italiano per gli Studi delle Politiche Ambientali, con il supporto del World Water Assessment Programme Unesco e con il sostegno di Utilitalia.

Dalla sicurezza alimentare ed energetica allo sviluppo economico, fino alla sostenibilità ambientale. I risultati dell’edizione 2019 del Rapporto mondiale, incentrato sul tema “Nessuno sia lasciato indietro”, riletti nel contesto dell’attuale pandemia da coronavirus, sono stati introdotti dal Direttore di TeleAmbienteStefano Zago, che ha moderato l’evento web.

 Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2019 

Alfonso Pecoraro ScanioPresidente della Fondazione UniVerde, ha dichiarato: “La Task Force si occupi di garantire a tutti l’accesso all’acqua anche per l’emergenza coronavirus. Per la fase 2, ricordiamo che nei prossimi mesi rischiamo la siccità con gravi danni all’agricoltura e alla biodiversità perché il cambiamento climatico non è in lockdown. L’accesso all’acqua è un diritto di tutti e oggi questo tema è ancora più evidente di fronte alla pandemia del Covid19. Il Governo abroghi la norma che vieta l’allaccio all’acqua alle persone più povere e dimenticate e sostenga le associazioni che si occupano dei senzatetto. Il Rapporto, che abbiamo presentato, indica le soluzioni che possono aiutarci a trasformare questa preziosa risorsa in uno strumento di sviluppo e uguaglianza. In Italia abbiamo una gestione della risorsa idrica disordinata: serve una svolta nella volontà di utilizzare la tecnologia di cui il Paese è leader nei sistemi di monitoraggio e nella gestione razionale ed efficiente delle risorse idriche”.

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Michela MilettoCoordinatore a.i. del Programma UNESCO per la Valutazione delle Risorse Idriche mondiali, ha sottolineato: “Il Rapporto informa i responsabili politici e decisionali di come l’accesso all’acqua potabile e a impianti igienico-sanitari sicuri ed economicamente accessibili per tutti rappresentano fattori essenziali per sradicare la povertà, costruire società pacifiche e prospere e garantire che ‘nessuno sia lasciato indietro’ lungo il percorso verso lo sviluppo sostenibile. Si tratta di obiettivi che possono tutti essere conseguiti, purché sussista la volontà collettiva di farlo”.

Roberto MorassutSottosegretario al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha dichiarato: “Quella sull’acqua è una discussione ancora aperta, non semplice e di faticosa soluzione, che però va assolutamente affrontata. L’obbiettivo è quello di garantire nel prossimo futuro l’accesso a tutti i cittadini al bene pubblico dell’acqua ma anche alla sua depurazione, ricordando che il tema è anche economico e industriale, con l’Italia tra i Paesi più avanzati al mondo dal punto di vista dell’ingegneria civile. Serve un serio approccio industriale in grado di rimettere in moto un settore importante della nostra economia. Mantenendo saldi gli indirizzi democratici e sovrani espressi dal referendum, occorre aumentare il volume degli investimenti pubblici avvalendosi anche di quelli privati. Il referendum e la sentenza del Consiglio di Stato sono le basi su cui dobbiamo lavorare per raggiungere un’intesa politica e risolvere in chiave legislativa adeguata la questione, rimettendo in moto il Paese”.

Alessandro MaggioniDirettore Relazioni Istituzionali e Area Tecnica di ANIMA Confindustria meccanica varia, ha sottolineato che “l’industria italiana ha la tecnologia e gli strumenti giusti per garantire l’uso responsabile dell’acqua. Le istituzioni, da parte loro, dovrebbero indirizzare i consumi degli utenti, così come fatto con il tema del risparmio energetico”.

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Renato DrusianiSenior Advisor di Utilitalia, ha affermato che nel Paese “ci sono situazioni di approvvigionamento idrico molto spesso legate a infrastrutture obsolete. È un gap che dobbiamo superare per arrivare a una forma di benessere diffuso attraverso il rilancio di una tecnologia specifica di settore”.

Massimo GarganoDirettore Generale di ANBI, in un messaggio video, ha affermato che “la parte più avanzata del Pianeta deve farsi carico di scelte politiche più forti per valorizzare la risorsa idrica. Questo si può fare con la ricerca e con investimenti come il Green New Deal”.

Maurizio MontaltoPresidente dell’Istituto Italiano per gli Studi delle Politiche Ambientali, ha concluso: “Norme discriminatorie, che negano l’accesso all’acqua e ai servizi wash, sono anche nell’ordinamento italiano. È necessaria e urgente una riforma che elimini ogni condizionalità al diritto umano e salvaguardi le fasce più vulnerabili della popolazione”.

L’evento web, promosso in partnership con ANIMA Confindustria meccanica varia e Idroambiente e con la media partnership di TeleAmbienteItalpress e GreenStyle, è stato trasmesso in diretta streaming sulle Pagine Facebook della Fondazione UniVerde e di TeleAmbiente, che ha rilanciato l’incontro anche in diretta TV.

 Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2019 

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