Un documento di tre pagine pubblicato nelle scorse ore contiene i punti focali di quello che sarà l’accordo sul clima che uscirà da Glasgow. Greenpeace denuncia: “Manca ogni riferimento ai combustibili fissili. Inaccettabile”. 

A tre giorni dalla fine dei lavori della Cop26 di Glasgow, esiste già una bozza di documento conclusivo. Come ogni bozza è suscettibile di modifiche dell’ultimo momento. Ma la sua lettura è utile a capire quelle che saranno le basi dell’accordo tra le parti.

Si tratta di un testo molto semplice, asciutto, di sole tre pagine e organizzato in elenchi, il cui senso, in sintesi, è la necessità di “mantenere in vita” e di tenere “a portata di mano” l’obiettivo degli 1,5 gradi centigradi di aumento medio della temperatura globale.

Nel documento redatto dagli sherpa e che i leader dei Paesi che partecipano a Cop26 dovranno poi varare (previe modifiche), si parla di una “profonda preoccupazione” relativa al mancato raggiungimento dell’obiettivo dei 100 miliardi di dollari all’anno.

Il riferimento è al fondo con cui i Paesi ricchi dovrebbero finanziare le nazioni povere e più colpite dai cambiamenti climatici, anche come sorta di compensazione allo sviluppo mancato a causa delle nuove regole comuni sul clima.

Nel documento si legge che è dunque necessario “aumentare urgentemente i flussi finanziari per sostenere i Paesi in via di sviluppo” ma anche per favorire il trasferimento tecnologico, l’innovazione e più in generale la cooperazione internazionale.

Altri punti contenuti nella bozza sono: l’importanza di rispondere agli input che derivano dalla scienza, la necessità di dare ascolto ai giovani e la necessità di attuare una “giusta transizione” che si basi sulla biodiversità dei luoghi.

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Nessun riferimento allo stop ai combustibili fossili. Greenpeace: “Documento poco ambizioso”

Grande assente nella bozza del documento conclusivo della Cop26 è l‘addio ai combustibili fossili ( come petrolio, carbone e gas). A denunciarlo è l’Ong ambientalista Greenpeace che in un comunicato parla di un documento “inaccettabile” nei contenuti attuali.

Il documento – si legge nel comunicato – “non menziona affatto i combustibili fossili, nonostante tutti sappiano che è ora di chiuderla con carbone, petrolio e gas se vogliamo raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi e limitare il riscaldamento globale entro 1.5°C”.

Il pericolo – dicono da Greenpeace – è che il documento che poi sarà varato dai leader mondiali possa essere ancora meno ambizioso. Solitamente, infatti, le bozze prodotte dai tecnici sono molto ambizione per poi successivamente negoziare al ribasso con l’obiettivo di trovare un compromesso accettabile da tutte le parti.

Ecco, se questo documento sarà negoziato al ribasso – sembrano dire da Greenpeace – non ne resterà più niente.

“Per colpa dell’ostruzionismo di chi porta avanti gli interessi legati ai combustibili fossili – si legge nella nota della Ong – la prima versione del testo ufficiale non riconosce il ruolo che queste  fonti vecchie ed inquinanti hanno nel causare la crisi climatica. Non c’è inoltre alcun impegno concreto a porre fine alla dipendenza globale da carbone, petrolio e gas. Il testo è lungo solo 850 parole”.

La richiesta di Greenpeace ai negoziatori, dunque, è di “opporsi a Paesi come l’Arabia Saudita e l’Australia, che essendo produttori di combustibili fossili oggi stanno paralizzando le ambizioni dei negoziati in corso a Glasgow”.

 

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