A poche ore dalla fine dei lavori di Glasgow, è stata rilasciata questa mattina una nuova bozza di quello che sarà il documento ufficiale della Cop26. Nella nuova bozza viene stralciato l’addio ai combustibili fossili, optando per un utilizzo più efficiente. 

Una nuova bozza del documento finale della Cop26 di Glasgow è stato rilasciato poche ore fa. Un documento che sancisce la fine del sogno dell’addio (almeno sulla carta) ai combustibili fossili. 


Il testo contiene le osservazioni dei ministri con la delega all’ambiente dei Paesi che partecipano alla Conferenza e, soprattutto, l’invito ai governi ad accelerare sulle fonti rinnovabili per la produzione elettrica e sulla eliminazione del carbone e dei sussidi alle fonti fossili.

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Il documento pubblicato poco fa recita: “Le parti [devono] accelerare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie e l’adozione di politiche per la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni, anche aumentando rapidamente la produzione di energia pulita e accelerando la graduale eliminazione dell’energia a carbone senza abbattimento di emissioni [unabated, nell’originale, ndr] e dei sussidi inefficienti per combustibili fossili”. 

In altre parole, il nuovo documento, con l’aggiunta di poche parole (unabated e inefficient) rispetto alla versione precedente, cambia il significato dell’intero articolo: sarà possibile continuare a utilizzare il carbone, ma a patto di ridurne in qualche modo il rilascio di gas serra nell’atmosfera. Così come sarà ancora possibile continuare a finanziare l’utilizzo dei combustibili fossili eliminando soltanto quelli considerati inefficienti.


Viene dunque a cadere, in questa seconda bozza, l’uscita totale dal carbone e la chiusura dei sussidi ai combustibili fossili che erano presenti nella prima bozza ufficiale redatta dalla presidenza britannica della Cop26. Quello che sembrava essere il più grande risultato della Conferenza di Glasgow – l’addio (almeno sulla carta) dei combustibili fossili – è stato stralciato dal testo. Al suo posto un articolo assai più cauto e i cui contenuti hanno una portata assai minore. Forse troppo.

Quando il presidente di Cop26, il britannico Alok Sharma, aveva detto “vogliamo che la conferenza sul Clima di Glasgow releghi il carbone al passato dell’umanità”, le aspettative si erano alzate parecchio. Ma i delegati di Paesi come l’Arabia Saudita, l’Australia, Russia e Cina (produttori e consumatori di carbone e petrolio) hanno lavorato intensamente per limare il testo e renderlo meno radicale.

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Al di là del capitolo de-carbonizzazione, Il fil rouge di tutto il documento è il forte impegno che gli stati si devono prendere per mantenere l’aumento medio della temperatura globale sotto 1,5 gradi Celsius rispetto al periodo preindustriale. Oggi – come si è più volte sottolineato nei giorni scorsi – siamo ben lontani da questo obiettivo.


Seppure questo nuovo documento sia più corposo di quelli precedentemente trapelati, non si tratta di qualcosa di definitivo. Sono ancora tanti, infatti, i nodi da sciogliere nell’ultima giornata (ufficiale) di negoziati per la 26esima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Il lavoro da fare è tanto e nei corridoi gira voce che si potrebbe continuare a lavorare tutta la notte e chiudere nella mattinata di sabato. Nella peggiore delle ipotesi si arriverà a domenica.

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