cop27 copenhagen

Una cinquantina di ministri dell’Ambiente provenienti da tutto il mondo si trovano a Copenhagen per preparare la Cop27, la prima conferenza mondiale sul clima dopo lo scoppio della Guerra in Ucraina

Fervono i preparativi per la Cop27, la 27esima conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a Sharm el-Sheikh, in Egitto, dal 7 al 18 novembre 2022.

Da ieri e per tutta la giornata di oggi una cinquantina di ministri dell’ambiente provenienti da tutto il mondo si stanno riunendo a Copenhagen. Lo scopo è discutere degli impegni presi lo scorso anno durante la Cop26 di Glasgow e iniziare a ipotizzare i punti cardine della futura conferenza.

Cop27, i preparativi della conferenza

Le riunioni ministeriali in corso a Copenhagen per la preparazione della Cop27 sono co-presiedute dal presidente della Cop26, il britanico Alok Sharma, e da quello della Cop27, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry.

Alle riunioni dei ministri dell’ambiente che partecipano all’evento partecipa anche la segretaria esecutiva della Convenzione dell’Onu per i cambiamenti climatici (Unfccc), Patricia Espinosa.

Alla riunione non sta partecipando il ministro della transizione ecologica italiano Roberto Cingolani, impegnato, tra le altre cose, in un incontro con il ministro per gli affari europei della Repubblica Ceca Mikuláš Bek per parlare di questioni energetiche.

L’Italia, comunque, è presente e a rappresentarla è l’inviato speciale per il clima Alessandro Modiano.

Sebbene non sia in programma alcun riferimento alla situazione internazionale, la guerra tra Russia e Ucraina e le tensioni internazionali in corso restano sullo sfondo della riunione ministeriale.

Gli addetti ai lavori si stanno interrogando da mesi sul futuro dei negoziati sul clima dopo l’inizio delle ostilità. Ma – come ha spiegato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia in una video intervista a TeleAmbiente – i negoziati sul clima riprenderanno e potrebbero essere addirittura il collante per riportare la pace in Europa. Perché l’emergenza climatica è un pericolo ormai alle porte di tutti.

 

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