Dalla prima giornata del World Leaders Summit alla Cop26 di Glasgow il primo risultato concreto: un accordo per porre fine alla deforestazione entro il 2030. Lo firmeranno oggi oltre 100 Paesi mondiali.

Oggi seconda e ultima giornata del World Leaders Summit alla Cop26 di Glasgow, la riunione dei capi di stato e di governo per annunciare gli impegni dei loro paesi per la decarbonizzazione. Sono attesi gli interventi del premier giapponese Fumio Kishida e del segretario di stato del Vaticano cardinal Piero Parolin.

Non possiamo affrontare la devastante perdita di habitat e specie naturali senza contrastare i cambiamenti climatici. E non possiamo affrontare il cambiamento climatico senza proteggere l’ambiente, le foreste e rispettare i diritti delle popolazioni indigene che ne sono custodi”. Con queste parole il premier britannico Boris Johnson ha formalizzato l’annuncio dell’impegno internazionale a interrompere il processo di deforestazione sul pianeta entro il 2030, aprendo i lavori della seconda giornata dei vertice dei leader alla CoP6.

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I leader di oltre cento Paesi che rappresentano oltre l’85% delle foreste mondiali, infatti, si impegneranno a porre fine alla deforestazione entro il 2030. L’accordo verrà firmato oggi ed è il primo risultato concreto emerso dalla Cop26. A rivelarlo è la Bbc parlando del primo grande accordo sul clima.

Nella dichiarazione, riportata in una nota del governo britannico, si legge che in quello che è il “più grande passo avanti nella protezione delle foreste del mondo in una generazione”, più di 100 leader si impegneranno a fermare e invertire la perdita di foreste e il degrado del suolo entro il 2030 in un evento convocato oggi dal primo ministro, Boris Johnson, alla Cop26. “L’impegno sarà sostenuto da quasi 19,2 miliardi di dollari in finanziamenti pubblici e privati“, si legge nella dichiarazione.

Tra i firmatari dell’accordo ci sono Canada, Brasile, Russia, Cina, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo, Stati Uniti e Regno Unito che coprono circa l’85 per cento delle foreste mondiali, quindi tra questi Jair Bolsonaro, Xi Jinping e Vladimir Putin.

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Alcuni dei fondi andranno ai paesi in via di sviluppo per ripristinare i terreni danneggiati, affrontare gli incendi boschivi e sostenere le comunità indigene. L’abbattimento degli alberi contribuisce al cambiamento climatico perché impoverisce le foreste che assorbono grandi quantità di CO2. Il disboscamento da parte dell’uomo rappresenta quasi un quarto delle emissioni di gas serra.

Johnson annuncerà l’accordo a un evento a cui parteciperanno anche il Presidente degli Usa, Joe Biden, il Principe Carlo e il presidente dell’Indonesia, Joko Wikodo. Secondo il Guardian, Johnson affermerà che ”le foreste supportano le comunità, i mezzi di sussistenza e l’approvvigionamento alimentare e assorbono il carbonio che immettiamo nell’atmosfera. Sono essenziali per la nostra stessa sopravvivenza”.

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Oggi a Glasgow si chiude la sessione che ospita i capi di Stato e di Governo. Da domani spazio ai negoziatori, con l’obiettivo di redigere un documento finale ambizioso prima dell’evento conclusivo, fissato venerdì 12 novembre.

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani oggi alle 10:30 ora locale ha un dibattito nello stand del Wwf, quindi partecipa a un evento organizzato dagli Stati Uniti con Joe Biden, l’inviato per il clima John Kerry e Ursula von der Leyen. Quindi Cingolani parteciperà alla presentazione di un fondo privato patrocinato dalla Rockfeller Foundation per gli aiuti per la decarbonizzazione ai paesi meno sviluppati.

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