Il premier inglese tornerà per il secondo giorno consecutivo in Scozia per tentare di convincere di persona i rappresentanti dei Paesi più riottosi. Come racconta l’Indipendent, viaggerà in treno dopo il boom di jet privati per l’arrivo dei leader mondiali e delle delegazioni dei vari Paesi a Glasgow.

I negoziati di Glasgow per giungere a un accordo sul clima entro questo fine settimana continuano serrati ma l’intesa tra le parti è ancora lontana. Per questo il premier inglese Boris Johnson – che sulla buona riuscita del summit climatico ha lavorato molto – ha deciso di impegnarsi in prima persona per imprimere una svolta.

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Dopo la visita di ieri, BoJo era rientrato a Londra e – secondo l’agenda ufficiale – non sarebbe tornato a Glasgow prima del fine settimana per la chiusura dei lavori. Nella giornata di ieri, però, i suoi portavoce hanno fatto sapere che sarebbe tornato a presenziare i negoziati della Cop26 già da oggi.

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Non è chiaro quali siamo le motivazioni che hanno spinto il primo ministro inglese a imporre la sua presenza nel rush finale in vista della chiusura dei lavori. Il suo staff ha spiegato che la visita di oggi servirà “ad avere un aggiornamento sui progressi dei colloqui e a incoraggiare decisioni ambiziose nei giorni conclusivi della conferenza”. Insomma, Boris Johnson vuole imprimere un’accelerata ai lavori.

Poco prima di tornare a Glasgow, il primo ministro inglese ha parlato con la stampa. “I negoziatori sono agli ultimi metri, i più duri per cercare di trasformare le promesse in azione sul cambiamento climatico. Ma vi è ancora molto da fare”, ha ammesso il premier aggiungendo che “in gioco c’è più del destino di qualunque singolo Paese”. “Abbiamo bisogno di eliminare tutti gli ostacoli se vogliamo mantenere l’obiettivo di agguantare gli 1,5 gradi”, ha poi concluso.

Poi in un post su Twitter ha aggiunto: “I team negoziali stanno facendo progressi, ma dobbiamo fare di tutto nei prossimi giorni per mantenere in vita [l’obiettivo]1,5. È tempo che le nazioni mettano da parte le differenze e si uniscano per il nostro pianeta e la nostra gente”.

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Che la strategia dei britannici – che hanno organizzato il summit in collaborazione con il governo italiano – sia quella di spingere fino al limite per arrivare al miglior accordo possibile (considerando le forti resistenze di Paesi come India, Cina, Russia e Arabia Saudita sull’addio ai combustibili fossili), lo si era capito già guardando il lavoro del presidente della Cop26 Alok Sharma che sta a sua volta accentuando la pressione sui delegati.

Secondo alcuni osservatori, la pubblicazione della bozza di accordo resa pubblica questa mattina all’alba rientrerebbe in tale strategia: rendere partecipe l’opinione pubblica nel processo di pressione ai Paesi più riluttanti.

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