Cop26, scontro a distanza tra Joe Biden e Vladimir Putin. Oggetto del contendere i devastanti incendi avvenuti in estate in Russia e negli Stati Uniti, più precisamente in Siberia e in California.

Cop26, scontro a distanza tra Joe Biden e Vladimir Putin. L’oggetto del contendere sono i devastanti incendi avvenuti l’estate scorsa in Russia e negli Stati Uniti. Il presidente Usa, a Glasgow, ha lamentato l’assenza di Putin, denunciando che “in Siberia la tundra sta ancora bruciando“. A stretto giro è arrivata la replica di Putin, attraverso il portavoce Dimitry Peskov: “La tundra sta bruciando, è vero, ma non dimentichiamoci che le foreste sono in fiamme in California, in Turchia e in altre località del pianeta. Ed è precisamente una delle conseguenze del cambiamento climatico che siamo chiamati ad affrontare. Contrastare gli incendi in Russia è molto difficile a causa della vasta estensione del nostro territorio“.

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Nonostante il crollo delle temperature, parte della Russia sta ancora bruciando e le riserve d’acqua sono congelate, rendendo ancora più complicato il lavoro dei vigili del fuoco. Ad ogni modo, le due potenze sono accomunate da una situazione senza precedenti per quanto riguarda un’emergenza incendi che va avanti da mesi. In California, ad esempio, negli ultimi cinque anni ci sono stati dodici dei venti incendi più gravi della storia, che hanno bruciato il 4% del territorio dello Stato.

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Lo scontro politico e ideologico tra Russia e Stati Uniti va però avanti a Glasgow. Ieri Joe Biden aveva sottolineato come il riscaldamento globale sia più accentuato in Russia che in altri luoghi del mondo, spiegando che “Putin ha problemi gravi sul fronte del clima e non dice nulla sulla sua volontà di fare qualcosa“. La Russia ha comunque mandato alla Cop26 una delegazione di 270 persone e si è difesa così: “Stiamo facendo enormi sforzi per ridurre le emissioni e non minimizziamo l’importanza di questa Conferenza, le nostre azioni sono coerenti, approfondite e serie“.

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La Russia ha firmato l’accordo per fermare la deforestazione ma non quello sulla riduzione delle emissioni di metano entro il 2030. Peskov ha spiegato che “dobbiamo affrontare sfide più gravi di altri e sui cambiamenti climatici abbiamo una posizione molto responsabile“. Intanto, però, dal 2001 (anno in cui iniziò il monitoraggio satellitare delle foreste) ha più volte superato il triste primato annuale di ettari di foresta distrutti dagli incendi. Quest’anno sono andati in fumo 18,16 milioni di ettari, superando il precedente record del 2012 (18,11 milioni di ettari).

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