Cop26, le modalità di adesione dell’Italia alla Beyond Oil and Gas Alliance (Boga) fanno molto discutere. Particolarmente critiche le posizioni di Europa Verde e Rossella Muroni, molto ironici i Fridays for Future.

Cop26, le modalità di adesione dell’Italia alla Beyond Oil and Gas Alliance (Boga) fanno molto discutere. L’accordo lanciato da Danimarca e Costa Rica, per indurre i Paesi uscire dalla produzione di petrolio e gas, vieterebbe di fatto nuove licenze e concessioni per esplorazioni di petrolio e gas sul suolo italiano. L’adesione piena alla Boga è arrivata da Francia, Irlanda, Svezia, Galles, Nuova Zelanda e da enti territoriali come Groenlandia, Quebec e California. L’accordo ribadisce la necessità di porre fine all’estrazione di combustibili fossili per fermare la crisi climatica.

Cop26, l’annuncio di Cingolani: l’Italia aderisce a Boga, l’alleanza contro i nuovi giacimenti di petrolio e gas

Molto soddisfatto Roberto Cingolani, che ha annunciato l’adesione dell’Italia. “Sono appena uscito dalla ministeriale e ho comunicato al collega danese la nostra adesione, rispetto al programma siamo anche più avanti” – ha spiegato il ministro della Transizione ecologica – “Sul phase out del carbone e sul gas abbiamo le idee chiare: abbiamo il più grande programma di rinnovabili al momento scritto che prevede 70 mld di watt in più di impianti rinnovabili nei prossimi 9 anni. Il nostro obiettivo è arrivare al 2030 al 70% di energia elettrica rinnovabile“.

 

Fa però discutere che l’Italia abbia aderito solo al livello di ‘friend‘ e non di ‘associate member‘. La differenza potrebbe essere sostanziale perché l’impegno è senza dubbio più vago e non prevede il taglio di finanziamenti e sussidi alle aziende che investono nei combustibili fossili. Lo fanno ben notare i Fridays for Future, che commentano ironicamente: “Siamo gli unici ad aver aderito in quel modo, praticamente li abbiamo friendzonati. Un ruolo che sembra inventato ad hoc per noi che piuttosto che impegnarci realmente per uscire dall’economia fossile preferiamo dare pacche sulla spalla ai Paesi che lo faranno“.

Molto critica la posizione di Europa Verde, che torna a sottolineare l’inadeguatezza di Cingolani. “Ancora parole, espedienti, rocamboleschi proclami e nessun fatto pervenuto. Mentre i membri principali si impegnano a porre fine a nuove concessioni e licenze, fissando una data allineata con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, gli ‘amici’ si limiteranno ad agevolare misure in linea con target e obiettivi nazionali di neutralità climatica” – spiegano i co-portavoce nazionali Eleonora Evi e Angelo Bonelli – “Cingolani sembra il personaggio di Nanni Moretti che chiedeva ‘Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Ah no, se si balla non vengo’. Mentre la scienza ci chiede di ballare, l’Italia resta ferma a guardare, mostrando il suo peggior profilo“.

Cingolani comunica con una certa enfasi l’adesione dell’Italia alla Boga, peccato che abbia aderito solo come ‘friend’, uno status che guarda caso non prevede alcun impegno sullo stop a nuove concessioni per le estrazioni né una data certa per il phase out” – la critica di Rossella Muroni, deputata di FacciamoECO – “Tutto questo, mentre in Sicilia è in corso l’ennesimo allarme maltempo e l’Ispra ci dice che il 2020 è stato il quinto anno più caldo dal 1961, con un’anomalia media di +1,54°C. Affrontare la crisi climatica richiede azioni urgenti, coraggiose e coerenti. Spero che il governo passi dalle parole ai fatti, altrimenti questo resterà solo una mossa per tingersi di verde“.

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