“Il personaggio più famoso di questo paese che ci ospita è James Bond. Oggi noi leader mondiali siamo come James Bond che deve affrontare la fine del mondo. Il problema è questo non è un film, e la fine del mondo è un pericolo reale”. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson nel suo intervento all’apertura della Cop26, World Leaders Summit. Ecco dove seguire la diretta.

Al via la conferenza Onu sui cambiamenti climatici Cop26. Leader mondiali, negoziatori di 190 paesi, giornalisti, attivisti, e 100.000 manifestanti saranno a Glasgow, in Scozia, per cercare di salvare il pianeta dal riscaldamento globale.

Il vertice sul clima Cop26, rinviato lo scorso anno a causa della pandemia, procede nonostante l’impennata dei contagi da coronavirus in Gran Bretagna. Si aspettano fino a 30.000 partecipanti ufficiali e sarà il più grande summit mai ospitato in Gran Bretagna.

COP26, al via a Glasgow la Conferenza Mondiale sul clima

Il mondo è a “un minuto dalla mezzanotte” nell’orologio della lotta al cambiamento climatico, dopo avere esaurito quasi tutto il tempo nell’attesa, senza fare nulla. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson, in un’intervista alla Bbc.

Johnson ha detto che i leader del mondo devono passare “dalle aspirazioni alle azioni” e che il vertice è un momento “critico” il cui successo è “appeso a un filo”.

Johnson ha anche confermato per la prima volta di non essere favorevole al controverso progetto di aprire una miniera di carbone nella regione inglese della Cumbria. “Non sono a favore di altro carbone, – ha detto – ma non è una mia decisione, dipende dalle autorità di pianificazione“. Persuadere i governi a non utilizzare più il carbone è uno degli obiettivi che la presidenza britannica della Cop26 si è posta.

Ieri i paesi del G20 hanno concordato di non investire più in carbone all’estero.

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Insieme a Boris Johnson, l’indipendentista Nicola Sturgeon è la padrona di casa della Cop26: “Il motto della Cop è di ‘tener vivo il sogno di 1,5 gradi’ e preparare il terreno affinché’ questo obiettivo possa essere raggiunto nei prossimi anni ed evitare così la catastrofe”.

Il testo della bozza finale del G20 sul clima parla di emissioni zero “intorno a metà secolo”, senza indicare il 2050. La Cina chiedeva il 2060, non verrà accontentata. Resta il fatto però che Pechino seguirà la sua strada con il picco delle emissioni entro il 2030 e l’annullamento delle stesse solo 30 anni dopo ma per molti scienziati e ambientalisti è troppo tardi.

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Chi non parteciperà alla cop26 di Glasgow

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non si recherà al vertice sul Clima Cop26 per problemi relativi alle misure di sicurezza. Secondo media turchi, gli organizzatori avrebbero posto dei limiti rispetto alla dimensione della delegazione turca e al numero di veicoli a loro disposizione sollevando delle preoccupazioni riguardo alle misure di sicurezza che hanno portato Erdogan a decidere di cancellare la sua partecipazione. Il ministro dell’ambiente Murat Kurum e altri alti funzionari del governo turco parteciperanno comunque al summit di Glasgow.

La Turchia è stata l’ultimo Paese del G20, e tra gli ultimi al mondo, a ratificare a a inizio ottobre l’accordo di Parigi sul clima. Ankara ha negoziato a lungo cercando di essere classificata dal Green Climate Fund come un Paese in via di sviluppo, e non come uno Stato sviluppato, per poter ottenere un maggiore aiuto finanziario da utilizzare in progetti riguardanti il cambiamento climatico. Erdogan ha affermato recentemente che la Turchia si aspetta un finanziamento da 3,157 miliardi di dollari dal Green Climate Fund.

Anche il presidente cinese Xi Jinping non parteciperà al vertice sul clima in corso a Glasgow e invierà un testo scritto, secondo il calendario ufficiale pubblicato oggi. In base alla lista di partecipanti al vertice dei leader mondiali sul clima, che si terrà oggi e domani nell’ambito della conferenza Onu di Glasgow, la dichiarazione di Xi sarà caricata sul sito della conferenza oggi dopo i discorsi degli altri capi di Stato. Xi sarà l’unico leader mondiale a partecipare ala vertice con un intervento scritto. Sarà invece presente alla conferenza Xie Zhenhua, l’inviato di Pechino sul clima. L’assenza di Xi, pur se attesa, affievolisce le speranze di progressi concreti al vertice, alla luce di un apparente disimpegno di Pechino. Due anni fa Xi ha detto che la Cina raggiungerà la neutralità climatica nel 2060, dopo aver raggiunto prima del 2030 il picco delle emissioni di Co2.

“Il personaggio più famoso di questo paese che ci ospita è James Bond. Oggi noi leader mondiali siamo come James Bond che deve affrontare la fine del mondo. Il problema è questo non è un film, e la fine del mondo è un pericolo reale“. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson nel suo intervento all’apertura del World Leaders Summit.

L’inviato speciale Usa per il clima John Kerry ha respinto le critiche che la Cop26 è partita in modo debole, con le tiepide azioni del G20 sull’obiettivo di contenere per metà secolo il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. In una conferenza call Kerry ha sottolineato che le nazioni che rappresentano il 65% del pil globale ora sono impegnate su questo sforzo, mentre nove mesi fa, quando Joe Biden si è insediato alla Casa Bianca, “c’erano solo due o tre entità, molto poche, sulla strada per mantenere l’obiettivo di 1,5 gradi”. L’altro terzo di Paesi non pienamente “a bordo” sono sfida in gioco a Glasgow“, ha spiegato, definendo l’accordo raggiunto a Roma per cessare il finanziamento delle centrali a carbone all’estero un “importante punto di svolta”.

“Il cambiamento climatico va fermato o l’umanità è in pericolo”, sono le parole del segretario generale dell’Onu António Guterres, alla cerimonia inaugurale. “O lo fermiamo, o ci fermerà” ha detto. “Mentre apriamo questa attesa conferenza, siamo ancora sulla strada della catastrofe climatica. I giovani lo sanno. Ogni paese lo vede. I piccolo stati insulari e altri paesi vulnerabili lo vivono. Per loro il fallimento non è un’opzione, è una condanna a morte” ha detto Guterres.

Il segretario generale dell’Onu ha sollecitato iniziative per concretizzare la promessa dell’accordo di Parigi, di finanziare con 100 miliardi l’anno le azioni contro il cambiamento nei paesi in via di sviluppo. “L’impegno di 100 miliardi di dollari all’anno di finanziamento del clima a sostegno dei paesi in via di sviluppo deve diventare una realtà di finanziamento del clima da 100 miliardi di dollari. Questo è fondamentale per ripristinare la fiducia e la credibilità” ha detto Guterres. “L’azione sul clima è in cima alla preoccupazioni delle persone, di ogni Paese, età, genere. Dobbiamo ascoltare, agire, scegliere con saggezza. Per conto di questa e delle future generazioni vi invito: scegliete l’ambizione, scegliete la solidarietà, scegliete di proteggere il nostro futuro e salvare l’umanità” ha concluso.

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