È iniziata a Glasgow la COP26, la Conferenza Mondiale sul clima voluta dalle Nazioni Unite. Grande attesa per quella che tanti considerano l’ultima speranza per la salute del Pianeta.

Mentre a Roma si riuniscono i grandi del pianeta, a Glasgow inizia il summit mondiale sul clima, in una atmosfera che è un misto di speranza e preoccupazione. Molti infatti vedono la COP26 come la conferenza più importante degli ultimi anni, una delle ultime speranze per l’umanità e per l’ambiente.

 

 


Ma se c’è una cosa che unisce in questo momento Roma è Glasgow è l’aria di scetticismo e quasi rassegnazione sull’inadempienza dei governi nel concordare una seria strategia per combattere la crisi climatica. Se da un lato la prima giornata del G20 si è scontrata con l’immobilismo di Cina e India sulla riduzione delle emissioni, dall’altra alla Conferenza sul Clima continua a serpeggiare la preoccupazione che si risolverà tutto in un nulla di fatto.

Cop26, la Regina Elisabetta non sarà a Glasgow, manderà un videomessaggio

Sono infatti più le assenze che le presenze a pesare: a Glasgow infatti mancheranno sicuramente il presidente russo Vladimir Putin (anche se da Mosca confermano che ci sarà una delegazione importante), il presidente cinese Xi Jinping (assente anche a Roma) e il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, impegnato a difendersi dalle accuse di crimini contro l’umanità.

Cop26, dalla Lego un “libretto di istruzioni” per spiegare ai bambini la crisi climatica

A Glasgow mancherà sicuramente Greta Thunberg, almeno ufficialmente, non essendo stata invitata a parlare alla conferenza, come invece successe a New York. “Penso che molte persone potrebbero aver paura di invitare troppi giovani radicali, perché potrebbero fargli fare brutta figura,“ha affermato la Thunberg alla BBC. Nonostante questo l’attivista svedese dovrebbe partecipare alle proteste che stanno infiammando Glasgow e Roma.

 


Chi sarà sicuramente presente è il Primo Ministro Boris Johnson, che sarà l’host ufficiale della manifestazione. Forte di uno stretto asse con il presidente americano Joe Biden e del Premier Draghi Johnson ha sottolineato come il fallimento dei leader mondiali nell’impegno ad affrontare l’emergenza climatica al vertice Cop26 di Glasgow potrebbe provocare “eventi geopolitici molto difficili” tra cui la migrazione di massa e la competizione globale per cibo e acqua.

 


“Quando l’impero romano è caduto, è stato in gran parte a causa di un’immigrazione incontrollata,” ha spiegato il primo ministro inglese. “L’impero non poteva più controllare i suoi confini, la gente arrivava da est, dappertutto, e siamo entrati in un’età oscura, l’Europa è entrata in un’età oscura che è durata molto a lungo. Il punto è dire che può succedere di nuovo. La gente non dovrebbe essere così presuntuosa da immaginare che la storia sia una strada a senso unico.”

Cop26, Giorgio Vacchiano a TeleAmbiente: “Sarò a Glasgow. Obiettivi ambiziosi, sarà dura ma sono ottimista”

Nell’attesa dell’arrivo dei leader mondiali si accumulano gli appelli da parte di istituzioni e personalità a una unione di intenti nella lotta all’emergenza climatica.

 


Dopo il Papa anche il Dalai Lama ha espresso la sua preoccupazione:  nel suo messaggio alla COP 26, il leader spirituale tibetano ha affermato che per affrontare il cambiamento climatico è necessaria un’azione realistica fondata sulla comprensione scientifica.

“Oggi dobbiamo affrontare il futuro non con preghiere spinte dalla paura, ma con azioni realistiche fondate sulla comprensione scientifica. Gli abitanti del nostro pianeta sono interdipendenti come mai prima d’ora. Tutto ciò che facciamo colpisce i nostri compagni umani, così come innumerevoli animali e specie vegetali”, ha detto.



  

Articolo precedentePasta, è italiano il 60% del grano duro utilizzato – Agrifood Magazine
Articolo successivoG20, il clima al centro della seconda giornata di lavori. Mattarella: “Il momento della svolta è questo”