Cop26, nella giornata dedicata ai giovani Greta Thunberg resta fuori. La giovane attivista svedese protesterà infatti insieme ai Fridays for Future al Kelvingrove Park di Glasgow. Si preannuncia una giornata ad alta tensione per le proteste.

Cop26, oggi è la giornata dedicata ai giovani. Youngo, il comitato giovanile dell’Unfccc, presenterà la sua Dichiarazione per il clima e i delegati si confronteranno con leader politici e scienziati. Molti dei giovani, però, restano fuori. Greta Thunberg sarà infatti al Kelvingrove Park alle 11 ora locale (mezzogiorno in Italia) per radunarsi con gli attivisti di Fridays for Future per il consueto sciopero del venerdì. Nel pomeriggio, alle 16 ora locale (le 17 in Italia) si incontreranno i ministri dell’Istruzione: ci saranno sia il ministro Patrizio Bianchi che Roberto Cingolani. Il ministro della Transizione ecologica, alle 17.30 ora locale (le 18.30 in Italia), presenterà Youth4Climate Manifesto, il documento che contiene i risultati della Youth4Climate di Milano. I giovani coinvolti potranno discutere le loro proposte con i ministri partecipanti alla Cop26, ma molti altri resteranno fuori a protestare.

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A protestare ci sarà anche Rosamund Kissi-Debrah, la mamma di Ella Roberta, una bambina di nove anni morta di asma nel 2013 e riconosciuta ufficialmente come prima vittima dell’inquinamento dell’aria al mondo. La donna, dopo la morte delle figlia, le ha intitolato una fondazione e da anni lotta per contrastare l’inquinamento insieme a tante altri madri di tutto il mondo. “Troppe parole e nessuna azione, la salute pubblica è in crisi, i nostri figli continuano ad ammalarsi e a vedere minacciato il loro futuro. Servono azioni immediate, i leader della Cop26 devono seguire le linee guida dell’Oms e farla finita con i combustibili fossili invece di finanziarli con i soldi dei contribuenti“, ha spiegato Rosamund.

 

A Glasgow è arrivata anche un’attivista polacca, Kamila Kadzidlowska, mamma di tre bambini. “I miei figli sono troppo piccoli per lottare per la loro sicurezza, la loro salute e il loro futuro. Vengo da un Paese dove i politici dicono che la famiglia è importantissima, ma per decenni hanno fatto ammalare, consapevolmente, i nostri figli. Ora chiedono più tempo, ma noi genitori vogliamo ricordare che non ne abbiamo più“, ha spiegato la donna a The Scotsman. Solo nel Regno Unito, l’inquinamento dell’aria causa 40mila morti premature ogni anno, di cui 2.500 in Scozia.

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A Glasgow, tra ieri e oggi, sono decine di migliaia i manifestanti pronti a protestare per il clima. Si preannuncia una giornata ad altissima tensione, come spiegato dal vice-capo della polizia scozzese, Gary Ritchie: “Siamo pronti a reagire rapidamente e con fermezza, ma i manifestanti finora hanno dimostrato una responsabilità che ci rassicura. Ci auguriamo che tutti agiscano in modo rispettoso e responsabile, gli agenti sono lì per mantenere la sicurezza della popolazione e dei partecipanti, nonché per proteggere i diritti delle persone che desiderano protestare pacificamente o contro-protestare“.

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