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Cop26, Giorgio Vacchiano a TeleAmbiente: “Sarò a Glasgow. Obiettivi ambiziosi, sarà dura ma sono ottimista”

Si avvicina la Cop26, la Conferenza dell’Onu sul clima. Le trattative saranno complicate, molti leader non ci saranno e filtra un certo pessimismo. TeleAmbiente ne ha parlato con il Prof. Giorgio Vacchiano, docente di gestione e pianificazione forestale dell’Università Statale di Milano, che sarà presente a Glasgow.

Professore, intorno alla Cop26 c’è molto pessimismo. Cosa ci dobbiamo aspettare dal vertice di Glasgow?

Proprio ieri l’Onu ha realizzato il nuovo Emission gap report, cioè un resoconto che stabilisce, a livello globale, a che punto siamo arrivati con le promesse climatiche dei vari Paesi del mondo. I limiti sono già stati stabiliti da 192 Paesi con l’Accordo di Parigi: tutti sanno che dobbiamo limitare il riscaldamento ad un massimo di 2°C in più rispetto all’era pre-industriale e qual è il percorso di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni necessario da mettere in atto. Tuttavia, nonostante siano stati aggiornati di recente, le promesse e i contributi volontari dei singoli Paesi non sono ancora sufficienti e secondo il rapporto dell’Onu ci porterebbero a +2,7°C, superando la soglia psicologica e fisica che segnala impatti che tutti vorremmo evitare per la nostra sicurezza e il nostro benessere.

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È quindi necessario aumentare l’ambizione, in particolare da parte di alcuni Paesi, come Brasile e Australia, la cui presenza a Glasgow è messa in discussione come la loro volontà di impegnarsi maggiormente, visto che le loro promesse climatiche non sono adeguate al resto del mondo. Spero che alla Cop26, la Ue possa fare da apripista e in un forte contributo del settore privato. Io andrò a Glasgow come osservatore dal 3 al 7 novembre e seguirò le negoziazioni, ma mi mantengo ottimista perché gli allarmi delle ultime ore sono forti e perché gli eventi estremi si stanno manifestando in ogni parte del mondo, compresa l’Italia“.

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