Cop26, l’accordo raggiunto tra i leader partecipanti sulla deforestazione non piace a Europa Verde. I due co-portavoce nazionali, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, lo definiscono “ipocrita”.

Cop26, raggiunto l’accordo per fermare la deforestazione entro il 2030. Sembrerebbe una buona notizia, ma lo è solo sulla carta. Ne sono convinti anche Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, co-portavoce nazionali di Europa Verde. “È l’elogio dell’ipocrisia e rappresenta tutto ciò che la Conferenza sul clima non dovrebbe essere” – si legge in una nota – “Con questi presupposti, anche Glasgow rischia di tramutarsi in una passerella, come già accaduto a Roma con il G20“.

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I due esponenti di Europa Verde poi aggiungono: “Questo accordo condanna le foreste tropicali dei Paesi più colpiti dalla deforestazione, come Brasile, Indonesia e Congo. La deforestazione, nel 2018, secondo il report annuale di Global Forest Watch è costato alla Terra la perdita di 12 milioni di ettari. La deforestazione va fermata subito, non ci si può mettere a posto la coscienza, come ha fatto il G20, annunciando di piantare entro il 2030 mille miliardi di alberi“.

 

L’obiettivo annunciato a Roma dai leader mondiali, d’altronde, appare decisamente irrealistico. “Vorrebbe dire piantare 343 milioni di alberi al giorno per i prossimi otto anni, questa è un’operazione che non ha alcuna valenza se non creare un alibi alla distruzione della biodiversità” – spiegano ancora Angelo Bonelli ed Eleonora Evi – “La distruzione delle foreste tropicali va fermata subito e non entro il 2030. L’unica strada per l’Europa è accelerare il divieto di importazioni nell’Ue di prodotti che hanno causato deforestazione, come soia, carne e biocarburanti“.

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