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Cop26: Xi Jinping in videoconferenza, Kerry negozia con la Cina. Edo Ronchi: “Non subire il loro ricatto”

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Il ruolo della Cina, a pochi giorni dall’inizio della Cop26 di Glasgow, rischia di influire su tutti i negoziati tra i leader. Xi Jinping parteciperà, ma non in presenza, mentre John Kerry negozierà con i diplomatici di Pechino. Edo Ronchi invita l’Occidente a non sottostare al loro ricatto.

Il ruolo della Cina, a pochi giorni dall’inizio della Cop26 di Glasgow, si preannuncia già decisivo per la buona riuscita di tutti i negoziati. Da Pechino dipenderà gran parte dei nuovi accordi per i nuovi obiettivi di tagli alle emissioni di CO2 e c’è grande attesa per l’arrivo, in Scozia, della delegazione cinese. Anche se il presidente Xi Jinping parteciperà solo in videoconferenza e non in presenza.

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Già oggi è atteso un incontro, a Londra, tra alcuni diplomatici cinesi e John Kerry. L’inviato per il clima degli Stati Uniti discuterà con i delegati di Pechino sugli sforzi per fronteggiare la crisi climatica in vista della Cop26. Kerry sarà poi a Roma il 30 ottobre per il vertice del G20 e tornerà poi in Gran Bretagna, alla volta di Glasgow.

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Chi non si fida affatto della Cina è Edo Ronchi, che alla fiera Ecomondo ha spiegato che il successo della Cop26 dipenderà soprattutto dall’Unione europea e dagli Stati Uniti. “Non possiamo consegnare alla Cina l’esito della Cop26, loro hanno già deciso di rinviare ancora la decarbonizzazione, tutto dipenderà da chi davvero si sta impegnando per la neutralità climatica e anche l’Italia deve puntare con più decisione alla green economy” – le parole di Ronchi – “La posizione della Cina è fin troppo chiara, vogliono ritardare e far ritardare le politiche climatiche. Non possiamo aspettare la Cina né subire il suo ricatto“.

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