Mentre i leader mondiali cercano una difficile mediazione sugli obiettivi di decarbonizzazione alla Cop26, la Cina aumenta la propria produzione giornaliera di carbone di oltre un milione di tonnellate.

Altro che decarbonizzazione. Mentre i leader mondiali cercano una difficile mediazione alla Cop26 di Glasgow, la Cina aumenta la propria produzione giornaliera di carbone di oltre un milione di tonnellate. Se Xi Jinping aveva promesso di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2030, all’atto pratico il governo di Pechino ha autorizzato la riapertura delle miniere di carbone.

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La Cina sta soffrendo il peso dell’impennata del costo delle materie prime, in particolare del carbone, da cui il Paese dipende per il 60% per alimentare le sue centrali elettriche. I costi di produzione per le aziende sono lievitati e l’energia elettrica nelle ultime settimana è stata razionata. Da metà ottobre, la produzione giornaliera di carbone ha superato gli 11,5 milioni di tonnellate: lo ha certificato l’agenzia di pianificazione NDRC.

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Xi Jinping è tra i grandi assenti alla Cop26, anche se è intervenuto leggendo un discorso in videocollegamento. La Cina è il più grande produttore mondiale di carbone ed il maggior inquinatore al mondo, due dati di fatto che annullano anche i tanti investimenti in energia pulita.

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