Cop26, Boris Johnson: “Sull’obiettivo degli 1,5°C siamo alla resa dei conti”. Ma poi ‘assolve’ la Cina e altri Paesi inquinanti come India e Russia: “Troppo presto per puntare il dito contro di loro”.

Cop26: mentre nella terza giornata si discute sull’eccessivo numero di delegati per ogni Paese partecipante, emerge il Boris Johnson bifronte. Da un lato, pur mantenendo un certo ottimismo, lancia un monito ai leader presenti a Glasgow. Dall’altro, però, in Parlamento ‘assolve’ la Cina e altri Paesi inquinanti, come India e Russia, che hanno annunciato impegni e promesse troppo vaghi. “Il G20 di Roma ci ha dato segnali incoraggianti di buona volontà da vari Paesi, compresa la Cina, per quanto riguarda l’obiettivo di mantenere il surriscaldamento della Terra entro gli 1,5°C” – ha spiegato il primo ministro britannico – “Siamo alla resa dei conti, c’è ancora molta strada da fare e un aumento di 2°C sarebbe una tragedia per tutti“.

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Boris Johnson, forse anche per fare gli onori di casa, ha però poi ‘assolto’ i Paesi più inquinanti che hanno promesso azioni climatiche decisamente vaghe e troppo a lungo termine. “Troppo presto per puntare il dito contro le potenze extra-occidentali, tutti i negoziati sono ancora in corso. Ho parlato sia con Xi Jinping che con Vladimir Putin, ci sono ancora margini di speranza per il risultato finale della Conferenza“, ha spiegato il premier britannico, incalzato da alcuni parlamentari mentre riferiva alla Camera dei Comuni sull’andamento della Cop26.

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Qualche critica è arrivata non solo dalle opposizioni, ma anche da alcuni esponenti della stessa maggioranza Tory. Boris Johnson ha poi aggiunto: “Sulla Cina, il quadro è complesso ed ora è importante non essere troppo negativi. Noi speriamo ancora che vi sia spazio per progrssi e che Pechino possa assicurare un picco nel taglio delle sue emissioni di CO2 entro il 2030. È semplicemente troppo presto per dire se sarà possibile avere dalla Cina gli impegni che sono davvero necessari nell’ambito della Cop26“.

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