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COP25, non solo Greta: è il giorno dei giovani attivisti VIDEO

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La nuova settimana della Conferenza sul Clima di Madrid è partita all’insegna dei giovani attivisti, guidati dalla svedese Greta Thunberg.


Sin dall’inizio la COP25, la conferenza sul clima che si sta svolgendo a Madrid, non è parsa nata sotto una buona stella. Dallo spostamento improvviso da Santiago a Madrid, dalle numerose defezioni, dall’uscita degli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi, fino a una settimana che prometteva grandi cambiamenti ma che al momento si sta rivelando come l’ennesima serie di promesse da verificare.

Pare infatti sempre di più una conferenza di transizione, atta più che altro per preparare quella di Glasgow dell’anno prossimo, dove verrà fatto il punto di tutto quello che si è promesso da Parigi in poi e che poi è stato effettivamente realizzato.

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Quasi a sottolineare come sia una Conferenza atipica, sin dal principio il segretario dell’ ONU António Guterres ha più volte sottolineato come l’obiettivo della COP25 sia di donare un futuro migliore ai più giovani, messi mai come stavolta sotto i riflettori.

Dai tantissimi bambini che rischiano la vita per la mancanza d’acqua, ai milioni di attivisti che riempiono le strade durante gli Scioperi per il Clima,  sono i giovani i protagonisti di queste due settimane di conferenze a Madrid.

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Naturalmente tutti gli obiettivi sono puntati su Greta Thunberg, la giovane attivista svedese ha parlato lunedì alla conferenza, attaccando duramente Canada e Norvegia, colpevoli di continuare ad estrarre gas  e petrolio, nonostante le tante promesse.

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Greta è salita sul palco della COP25 insieme a una delegazione di giovani attivisti proveniente dal Cile, dalle Filippine, dalla Russia, dall’ Uganda e dalle riserve indiane del Nord America, e ha sottolineato come ci siano tante voci da ascoltare, non solo la sua.

“Non dovrebbero ascoltare me prima di chiunque altro”, ha detto la Thunberg ai giornalisti. “Io sono una piccola parte di un movimento molto più grande, non voglio essere l’unica voce dei giovani al summit.”

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Penelope Lea, un quindicenne norvegese, è stato la prima attivista per il clima scelto come ambasciatore dell’Unicef. Ha detto: “Dobbiamo continuare a  mettere sotto pressione i governanti, fino a quando non prenderanno le decisioni che devo essere prese. Le persone hanno diritto alla conoscenza e l’obbligo di acquisire conoscenza.

“Alcuni dicono che dobbiamo aspettare che le persone si preparino al cambiamento,” continua Penelope. “Ma dobbiamo preparare le persone. Queste sono alcune delle cose che il movimento giovanile sta cercando di fare e devono fare per garantire progressi alla COP25 “.

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Non si può non sottolineare la presenza italiana tra i giovani attivisti per clima a Madrid, anche questa volta tutta al femminile. Dopo essere stata l’unica italiana presente al summit del clima dei giovani organizzato dall’Onu a New York a settembre, Federica Gasbarro, attivista di Fridays for Future, è volata a Madrid dove seguirà la conferenza fino a venerdì.

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