A Madrid fino al 13 dicembre si svolge la Cop25, il vertice sul clima che servirà per intraprendere i prossimi passi politici per far fronte all’emergenza climatica, concretizzando il più possibile gli impegni presi con gli agli Accordi di Parigi. A raccontarci le novità del giorno il racconto dei Giornalisti nell’Erba che stanno seguendo i lavori direttamente dalla capitale spagnola. 

 

Giornata 9 dicembre – Cop25 Madrid

Una settimana di discussioni con un ritmo lento. “È il ritmo tipico di questi negoziati – dice ai Giornalisti nell’Erba Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia di WWF Italia.

“La prima settimana va sempre tutto molto a rilento, poi improvvisamente sembra che non si raggiungerà mai un accordo su nulla, e infine – nei casi migliori –  si raggiungono accordi. Si tratta di strategia negoziale”, continua Midulla. Certo ci spiega che si sono affacciate difficoltà anche sul piano tecnico: il Brasile (e non solo) sta tentando di portarsi dietro tutti i crediti dei progetti di compensazione guadagnati dal protocollo di Kyoto. E questo è uno dei punti che rimangono aperti da Katowice, dell’articolo 6 del rule book. La maggior parte dei progetti realizzati in passato, infatti, non erano addizionali, occorreva attuare progetti per portare a compimento uno sforzo speciale rispetto al taglio delle emissioni e non certo portare vantaggi alle aziende. Lo stato di Bolsonaro, ma anche altri, come Cina e India, stanno tentando di rendere validi vecchi crediti guadagnando così un “doppio conteggio”. Ma manca una regolamentazione a tutto questo e la discussione è ancora in corso.

Cop25, Greta avverte i delegati: “Il cambiamento sta avvenendo, che vi piaccia o no”

L’altra questione rimasta aperta è quella legata agli aspetti del “loss and damage” soprattutto per quanto riguarda i meccanismi di assicurazione rispetto agli impatti ambientali degli eventi climatici. Ma si sta ancora temporeggiando per la formalizzazione dell’impegno economico dei vari Paesi.

Altra importante importante è quella legata all’impegno al riesame degli NDC’s, ossia i propositi di ciascun Paese a limitare l’aumento delle temperature a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali. Ed è fondamentale che sia esplicitamente presente anche e soprattutto in previsione di Glasgow 2020.

Cop25, Federica Gasbarro a Madrid per la conferenza sul clima

Da chiarire è ancora il periodo di validità dell’accordo di Parigi. La necessità è che i tempi tra una validità e i vari riesami siano molto brevi per poter consentire di alzare sempre più l’asticella in relazione alle necessità di volta in volta evidenziate dalla comunità scientifica. Mentre adesso il piano previsto dall’Europa ha una validità di 10 anni al termine dei quali ci si troverà in una condizione con esigenze totalmente differenti.

Giornata 10 dicembre – Cop25 Madrid

Mentre in Italia veniva approvato il DL clima, a Madrid ci siamo distinti in materia educazione allo sviluppo sostenibile, insieme a Messico ed Earth Day Network.

Il Dl Clima è legge. Via libera definitivo della Camera. Tutte le novità del testo

“L’Italia re-immagina, ed è già legge dello Stato – il percorso di educazione civica: sarà un percorso di sostenibilità e di educazione alla responsabilità” ha detto il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. “Partiremo a settembre 2020, mentre la formazione dei docenti partirà a gennaio. Siamo il primo Paese al mondo ad aver reso obbligatorio un insegnamento dedicato alla sostenibilità nella chiave delle Nazioni Unite, prendendo a modello gli obiettivi allo sviluppo sostenibile. Dobbiamo insegnare alle nuove generazioni a pensare in maniera sistemica: società, ambiente, economia tra di loro collegate. Stiamo parlando di questo con i Ministri di tutto il mondo per fare una piattaforma che sostenga la lotta ai cambiamenti climatici”.

Fioramonti, il ministro si racconta a Reuters: “Obbligatorio studiare il cambiamento climatico”

Fioramonti, intervenuto nell’evento, dal titolo “Climate Education: Mexico, Italy and Earth Day Network” ha ricevuto anche il plauso sentito di Patricia Espinosa, la UN Executive Secretary che nonostante la fitta agenda di questi giorni ha voluto complimentarsi di persona “È davvero un piacere essere qui oggi per me – ha detto – e ringrazio Earth Day Network, Italia e Messico per aver preso il comando nella realizzazione dell’educazione al cambiamento climatico e ambientale, e tenere le fila dei curricula. Ma soprattutto per essersi voluti focalizzare sull’educazione come uno dei componenti indispensabili per la trasformazione del mondo che dobbiamo raggiungere”.

“Siamo soddisfatti per quanto ottenuto dal Governo italiano, è un ruolo di guida molto importante, quello all’introduzione obbligatoria dell’educazione ambientale in tutti i cicli di studio” a dirlo è Martha Delgado, vice ministro degli affari globali del Ministero degli Esteri del Messico. E aggiunge: “noi stiamo iniziano dalla Costituzione, dal quadro delle azioni legali, quello che manca è l’introduzione nei piani di studio. Ma proprio come l’Italia, pensiamo che l’educazione ambientale debba essere pensata come dimensione dell’educazione, non una materia”.

COP25, non solo Greta: è il giorno dei giovani attivisti VIDEO

John Kerry, attuale ambasciatore del centro Carnegie Endowment for International Peace, ha riconosciuto il lavoro svolto dall’Italia: “rispetto enormemente quanto è stato posto su questo tavolo, in particolare quanto fatto del Ministro Lorenzo Fioramonti” ha detto l’ex segretario di Stato degli Stati Uniti, “l’Italia ha ben riassunto quanto un solo Paese può fare aprire il focus sull’educazione”.

Fonte Giornalisti nell’Erba

Articolo precedenteAmbiente, Sergio Costa: “A ottobre in Italia la prima Cop dei giovani, abbiamo già invitato Greta”
Articolo successivoModa, Reebok presenta la nuova scarpa realizzata con materiali vegetali