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Cop25, a Madrid continua la sfida sul clima: Italia sesto posto per vittime di eventi estremi

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Il rapporto di Germanwatch, diffuso a Madrid in occasione della Cop25, pone l’accento sul fatto che le condizioni meteorologiche estreme, legate ai cambiamenti climatici, stanno colpendo non solo i Paesi più poveri come Myanmar e Haiti, ma anche alcuni dei Paesi più ricchi del mondo.

L’Italia è al sesto posto nel mondo per numero di vittime causate dagli eventi meteorologici estremi, e diciottesima per numero di perdite economiche pro capite. I dati emergono dal Climate Risk Index di Germanwatch. Nel complesso, nel ventennio l’Italia risulta il ventiseiesimo Paese più colpito dagli eventi estremi. Guardando al 2018, invece, si piazza al 21/o posto.

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“Speriamo si possa arrivare concretamente ad un aggiornamento degli accordi di Parigi perché la serie storica negli ultimi anni sugli eventi estremi, sullo scioglimento dei ghiacciai e su quello che l’Ipcc fino a poco tempo fa raccontava come scenari e oggi si sta concretizzando davvero, ha bisogno di andare oltre quell’accordo storico firmato 4 anni fa”, esorta il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani

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Nel 2018 il Paese più colpito dagli eventi estremi è infatti il Giappone, che l’anno scorso ha dovuto fare i conti con piogge eccezionali, ondate di calore e tifoni. Seguono Filippine, Germania, Madagascar, India, Sri Lanka, Kenya, Ruanda, Canada e Fiji. In termini assoluti, è l’India a essere prima sia per numero di vittime (2.081, davanti alle 1.282 giapponesi e alle 1.246 tedesche), sia per perdite economiche: (37,8 miliardi, cui seguono i 35,8 miliardi del Giappone).

Tornando agli ultimi due decenni (1999-2018), la classifica generale degli Stati più colpiti dagli eventi estremi non vede alcun Paese ricco tra i primi dieci, che sono Portorico, Myanmar, Haiti, Filippine, Pakistan, Vietnam, Bangladesh, Thailandia, Nepal e Dominica.

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Il report arriva in momento critico del vertice mondiale sul clima Cop25 in corso a Madrid. Uno degli argomenti centrali è il finanziamento per Loss&Damage, noto anche come Meccanismo internazionale di Varsavia (Wim), una sorta di assicurazione finanziaria per gli stati meno industrializzati colpiti da condizioni meteorologiche estreme, per assisterli in caso di disastri devastanti.

“L’indice di rischio climatico mostra che i cambiamenti climatici hanno impatti disastrosi soprattutto per i paesi poveri, dove nessuno è assicurato, ma causa anche danni sempre più gravi in paesi industrializzati come Giappone o Germania, diventando un rischio anche per le compagnie assicurative”, afferma uno degli autori del report, David Eckstein.

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Secondo Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano ed esperto internazionale di resilienza, “gli impatti dei cambiamenti climatici diventano ancora più evidenti su scala urbana. I governi delle città, i grandi assenti dei negoziati, devono purtroppo gestire gli impatti quotidianamente. Berlino, Karachi, Milano, Los Angeles, Amsterdam durante hanno vissuto situazioni di emergenza dalle temperature record agli incendi. Adattarsi al nuovo clima è fondamentale per tutelare la salute dei cittadini”.

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