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Greta Thunberg sbarca a Lisbona dopo aver attraversato l’Atlantico VIDEO

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L’attivista svedese è arrivata a Lisbona dopo 18 giorni di viaggio attraverso l’Atlantico, in tempo per partecipare alla Conferenza delle Nazioni Unite per il clima che si tiene in questi giorni a Madrid.


Greta Thunberg è finalmente tornata in Europa. L’attivista svedese è sbarcata a Lisbona dopo una lunga traversata dell’Atlantico, durata quasi 20 giorni a bordo del catamarano dei coniugi australiani Riley Whitelum e Elayna Carausu, che si sono gentilmente offerti di accompagnarla fino al Vecchio Continente.

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La Thunberg è tornata appena in tempo, anche se con un giorno di ritardo, per assistere alla COP25, la Conferenza delle Nazioni Unite per il clima che si sta tenendo a Madrid. La COP si doveva tenere in Cile, ma il presidente Sebastián Piñera ha deciso di rinunciare a causa dei disordini e delle proteste che stanno colpendo la capitale cilena.

 

 

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Heading into Lisbon!!

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Greta ha quindi dovuto trovare un passaggio al più presto verso l’Europa, cercando di arrivare il prima possibile, sempre considerando il rifiuto di utilizzare mezzi di trasporto altamente inquinanti, come navi da crociera o aeroplani.

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L’arrivo era previsto per la settimana scorsa, ma alcune situazioni meteorologiche avverse hanno allungato di qualche giorno il viaggio, che è però finalmente terminato.

La presenza della Thunberg alla COP25 è fondamentale non solo per l’effetto mediatico, ma anche per ricordare ai capi di stato che si riuniranno per decidere il futuro del pianeta che il mondo li sta osservando.

Greta, volente o nolente, è diventata il simbolo e l’impersonificazione di quella sommossa giovanile che porta ogni venerdì migliaia di giovani in piazza e per strada a protestare contro l’immobilismo delle classi dirigenti rispetto alla lotta all’emergenza climatica.

Si deve a lei l’inizio della protesta, da quando da piccola sedeva davanti al parlamento svedese con un cartello. Da quel cartello è iniziato tutto, da quel cartello è nato il più grande movimento di ribellione giovanile di questa generazione, da lei sono nati sia i Fridays for Future che Extinction Rebellion, due movimenti che con modalità diverse si pongono l’obiettivo di risvegliare nel pianeta una sensibilità ambientale dissolta da anni di sfruttamento insensato delle risorse naturali.

Adesso speriamo che la sua voce arrivi anche ai relatori della COP25, così che dopo anni di parole, di promesse, di accordi mantenuti si arrivi finalmente a qualcosa di concreto.

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La COP25 deve vedere l’Europa alla testa delle maggiori economie del pianeta a sostegno della decisione di incrementare entro il 2020 gli attuali impegni di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030, per stare sotto la soglia critica dell’aumento di 1,5°C della temperatura media terrestre rispetto all’era preindustriale prevista dall’Accordo di Parigi.

 

Sarà fondamentale farlo, non solo per contribuire al successo della COP25 di Madrid, ma soprattutto per creare le necessarie condizioni politiche per accelerare la decarbonizzazione della nostra economia, dare gambe ad un vero Green New Deal europeo e mettere in campo un’Europa leader nella transizione verso un’economia globale libera da fonti fossili, circolare e a zero emissioni.

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