Scienza e Tecnologia

Cop25, cinque progetti innovativi contro i cambiamenti climatici

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La Cop25 non è solo incontro tra i delegati e manifestazioni in piazza ma c’è anche uno spazio dedicato ai progetti innovativi per combattere i cambiamenti climatici. Ecco cinque tre le proposte più interessanti.

Una “zona verde” alla Cop25 di Madrid è dedicata alla presentazione di progetti innovativi e ad incoraggiare il dialogo tra i vari gruppi per combattere il cambiamento climatico. Tutti i partecipanti, dalle imprese ai gruppi indigeni ai governi locali, devono rispondere ad una domanda prioritaria: “Quali azioni state prendendo per aiutare le Nazioni Unite a raggiungere l’obiettivo della neutralità del carbonio entro il 2050?”.

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Ecco cinque delle proposte più interessanti tra tutte quelle presenti nella “zona verde” di Madrid.

  • Turbine eoliche senza pale

Per David J Yanez, laureato all’università di Valladolid, la caduta del ponte Tacoma Narrow nel 1940 a causa del forte vento è stata d’ispirazione per disegnare le sue “turbine eoliche senza pale”. Queste sono turbine che oscillano durante il vento forte, mentre il motore all’interno della colonna converte il vento in energia.

“Non solo sono molto economiche, senza petrolio e hanno bassi costi di manutenzione, ma i test suggeriscono che le strutture possano durare 15/20 anni” ha detto Yanez, che spera di mettere in commercio le sue turbine senza pale entro i prossimi tre anni. “Non sono rumorose e causano meno danni agli uccelli che le normali turbine a vento”.

  • Un milione di firme

Il 2050 è troppo lontano, secondo Paola di Juventud por el Clima, un movimento ambientalista spagnolo. Invece il gruppo sta cercando di raccogliere “un milione di firme per la European Climate Emergency Declaration per ridurre le emissioni di carbonio dell’80% entro il 2030”.

Insieme a queste iniziative, Juventud por el Clima organizza manifestazioni ogni venerdì, incontri nelle scuole, performance con artisti in strada e gruppi di lavoro per far capire che lottare contro i cambiamenti climatici è tutto tranne che noioso. Secondo Blanca, un altro membro del gruppo, “agire da soli è difficile ma quando sei in un gruppo più grande facendo cose come piantare alberi e aiutarli a crescere diventa più divertente”.

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  • Da rifiuti organici alle bioplastiche

In Unione Europea più di 100 milioni di rifiuti organici vengono gettati ogni anno e il 75% finisce nelle discariche o negli inceneritori, producendo gas a effetto serra al costo di 143 miliardi di euro. Invece che trasformare i rifiuti organici in compost, una soluzione proposta dalle città di Kozani, Madrid, Albano Laziale e Lund, insieme a compagnie che si occupano di trattare rifiuti e sviluppatori, è quella di trasformare i rifiuti organici come il liquame in prodotti di valore come bioplastiche e prodotto alimentari.

Come funziona? “Utilizziamo dei micro organismi che impediscono ai residui di crescere e allo stesso tempo producono quello che altrimenti sarebbe prodotto dai carbon fossili – ha detto David Sanchez, che lavora per il Centro Nazionale Spagnolo per le energie rinnovabili – Non tutte le bioplastiche sono biodegradabili, ma stiamo concentrando la nostre ricerche per sviluppare quelle che lo sono”.

  • Dalle strade ai tribunali

Max Trejo, attivista messicano, insieme alla sua associazione, si è concentrato sulla creazione di specifici documenti legali per migliorare quei diritti stabiliti dalla costituzione e dalla legge. “La nostra proposta è di creare degli accordi internazionali giuridicamente vincolanti sull’ambiente decisi da e per i giovani” ha detto Trejo, che attualmente è segretario generale di Organismo Internacional de Juventud Iveroamericana

“I giovani nella nostra associazione vogliono includere sia i diritti umani che la questione climatica perché credono che una non sia possibile senza l’altra. In questo modo i governi sono obbligati ad ascoltare le nostre proposte”.

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  • Mucche contro i cambiamenti climatici

Se a molte persone venisse chiesto di trovare una soluzione per i cambiamenti climatici, probabilmente le energie rinnovabili sarebbero la soluzione più quotata.

Ma secondo Ana Carricondo, a capo della ONG Birdlife, alcune soluzioni naturali usate da secolo stanno tornando in voga nella moderna agricoltura e possono fare una differenza importante nel contrastare i cambiamenti climatici. Per farla semplice, la pratica, che sta vedendo un numero sempre maggiore di fondi europei, coinvolge l’allevamento di bovini ed altri tipi di bestiame in diversi terreni per diversi anni. Permettendo ai campi di rimanere incolti per almeno due anni, quando l’erba ricresce agisce come un lavello per il carbonio, massimizzando l’assorbimento di CO2. Ma c’è di più. Diffondendo il bestiame nei campi, la vegetazione viene tenuta ad un basso livello e riduce il rischio di incendi.

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