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COP25, Amazon Watch denuncia nuovi piani di estrazione di petrolio in Amazzonia

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Amazon Watch ha presentato un report alla COP25 di Madrid in cui sostiene che Perù ed Ecuador stanno programmando di estrarre petrolio in un’area della Foresta amazzonica grande quanto l’Italia.

Un report presentato al COP25 da Amazon Watch sostiene che esistono piani per una grande espansione delle piattaforme petrolifere in Amazzonia, in un’area della foresta che tra Ecuador e Perù ed è grande quanto l’Italia.

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I capi indigeni di entrambi i paesi hanno viaggiato verso Madrid per chiedere alle Nazioni Uniti di imporre una sospensione sull’utilizzo del petrolio della regione. I leader sostengono che l’utilizzo dei 5 miliardi di barili di petrolio previsti sotto la foresta metterebbe in pericolo la regione e il mondo intero. L’area in questione è conosciuta per le sacre correnti d’acqua che l’attraversano e comprende 30 milioni di ettari tra Ecuador e Perù. La regione è la patria di circa mezzo milione di indigeni di venti nazionalità diverse ed un hotspot della biodiversità.

Ma il report di Amazon Watch sostiene che Ecuador e Perù stiano pianificando un progetto per l’estrazione di petrolio in tutta l’area. “Ad oggi quest’area è incontaminata. Gli indigeni sono i proprietari di questa terra e molte tribù vivono in isolamento volontario. Gli attivisti temono che le estrazioni possano portare alla necessità di nuove infrastrutture stradali aprendo la porta alla deforestazione e all’estrazione mineraria illegale. L’Ecuador uscirà dall’OPEC nel 2020, l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, e questo gli consentirà di aumentarne la produzione. Il paese inoltre è sotto la pressione della Cina, a causa di debiti finanziari che il paese conta di risanare con il petrolio. “L’Ecuador deve circa 14 miliardi di dollari alla Cina. Inoltre ci sono ulteriori 6 miliardi di dollari di debiti nascosti tra PetroChina e PetroEcuador, che l’Ecuador conta di risanare con le nuove estrazioni. Secondo le stime c’è l’equivalente in petrolio di 5 miliardi di barili sotto l’Amazzonia.

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Il report è stato presentato al COP25 per sottolineare l’ipocrisia di paesi come la Cina: “Tutti questi paesi sono qui per prendere impegni sulla riduzione delle emissioni. Ecuador e Perù stanno facendo dichiarazioni per proteggere l’Amazzonia ma poi vediamo un piano completamente diverso. C’è una enorme differenza tra quello che i paesi promettono di fare e quello che effettivamente stanno facendo”.

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I capi indigeni stanno facendo pressione per evitare le trivellazioni, sostenendo che il petrolio dovrebbe rimanere nel terreno: “Stiamo proteggendo la nostra foresta, abbiamo mandato via molte compagnie petrolifere. Chiediamo un modello di sviluppo allineato con la scienza che rispetti i nostri diritti e permetta alla foresta di sopravvivere” ha detto Sandra Tukup, una leader di una tribù dell’Ecuador. Altri sottolineano l’importanza della foresta Amazzonica nel mondo. “Crediamo possa aiutare a mantenere l’aumento delle temperature entro un grado e mezzo, un livello che una volta superato secondo gli scienziati potrebbe portare a conseguenze catastrofiche per il pianeta”.

“Il mondo deve capire che l’Amazzonia non è solo il Brasile e che noi, indigeni di Perù ed Ecuador, possiamo lavorare con i governi e creare un nuovo modello economico per la Foresta amazzonica” ha detto Lizardo Cauper del Perù.

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