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CLIMA, AL VIA A BONN LA COP23 MENTRE IL PIANETA È SEMPRE PIÙ CALDO

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Cop23, Bonn. Al via oggi a Bonn, Germania, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima, Cop23, prevista fino al 17 novembre.

L’anima del vertice è nel cuore dell’oceano Pacifico, le Isole Fiji, una delle aree più a rischio a causa del riscaldamento globale. I delegati dei 196 paesi presenti lavoreranno su un regolamento dettagliato che serva da guida per l’attuazione dell’accordo sul clima di Parigi, approvato due anni fa ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, descrivendo le modalità con le quali i paesi segnalano e controllano i loro progressi verso gli obiettivi definiti. Tra i punti dell’accordo venne scelto di mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 gradi (con l’impegno entro 1,5).

Ma non mancano le divergenze sulla natura di questo documento. Cina, India e altre economie emergenti hanno chiarito che non accetteranno alcuna pressione e dichiarano, mettendo le mani avanti che «i paesi possono volontariamente decidere di aumentare i loro contributi in qualsiasi momento, ma non possono essere costretti a farlo».

«Dovrebbe essere un dialogo, non un negoziato. L’obiettivo è che i paesi condividano le loro migliori pratiche, avanzino le loro richieste per combattere il cambiamento climatico e in ultima analisi facilitino il sostegno globale, soprattutto dai paesi sviluppati, ai paesi in via di sviluppo», ha dichiarato Xie Zhenhua, capo negoziatore cinese alla COP.

Da un lato ci sono 169 Paesi che hanno sottoscritto l’accordo di Parigi e intendono mettere in pratica quanto previsto, mentre gli Stati Uniti, insieme alla Siria, intendono uscire dall’accordo e non rispettarlo. Trump potrebbe far deragliare questi negoziati, anche se ultimamente il Palamento statunitense ha sconfessato lo stesso presidente come approfondito nel nostro articolo al seguente link: https://www.teleambiente.it/surriscaldamento-terra-report-usa-sconfessa-america-first-trump/.

Trump continua a negare le responsabilità umane del cambiamento climatico, mentre un nuovo rapporto della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) afferma esattamente l’opposto. Infatti, in un recente rapporto, il NOAA dichiara che è “estremamente probabile che il riscaldamento globale (1 grado centigrado in più dal 1900 e 8 pollici di aumento del livello degli oceani sono dati scientificamente ormai certi) sia causato dalle attività umane e dalla combustione di combustibili fossili, responsabili fra il 95 ed il 100 % del fenomeno”.

Migliaia di persone si sono scese in piazza a Bonn per protestare contro l’uso di carboni fossili  e chiedere azioni più incisive contro il global warming. Un corteo pacifico che ha visto slogan e appelli rivolti ai potenti della Terra “Sì alla giustizia climatica, no al carbone“.

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