Cop21. Terza giornata di lavori alla Cop21 a Napoli sulla Convenzione di Barcellona per la salvaguardia e la tutela del mar Mediterraneo.

“Noi chiediamo di avere coraggio e di tracciare delle date certe, con contenuti operativi” –  ha detto a margine dei lavori il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa –  è necessaria una road map precisa dell’emissione di zolfo in atmosfera delle imbarcazioni di grande tonnellaggio. Urge uno sforzo da parte degli armatori, non solo italiani ma anche stranieri”.

Ad attendere l’arrivo del Ministro fuori Castel dell’Ovo, un gruppo di attivisti di Marevivo e Fondazione UniVerde.

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Alcune persone vestite di nero e mascherate con il volto dell’urlo di Munch, portavano con se cartelli con la scritta ‘il mare urla’, accanto a loro, giovani attivisti vestiti di blu esponevano cartelli con possibili soluzioni per salvare il mediterraneo.

“Vogliamo allargare la direttiva quadro europea marine strategy a tutto il mediterraneo. Chiediamo di inserire – ha spiegato la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni – la catalogazione completa della biodiversità tra i compiti prioritari delle aree marine protette, promuovendo ricerche volte a comprendere quali specie sono presenti, come interagiscono tra loro e che ruolo hanno nel funzionamento della vita del mare. A impatti globali devono essere date soluzioni globali”.

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In serata dovrebbe essere definita la Carta di Napoli, il documento che sarà sottoscritto da tutti i 21 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a conclusione della Cop21.

“Teniamo a tutti i punti dell’accordo – ha spiega il ministro dell’Ambiente – ma soprattutto al concetto di tutela della biodiversità, perché il Mediterraneo è uno dei mari più piccoli al mondo ma con l’8% di biodiversità di tutto il mondo, una ricchezza fantastica”.

 

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