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Conte, vigilia di Natale a Taranto: “Lo Stato ci metterà la faccia” VIDEO

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Il premier Giuseppe Conte oggi in visita a Taranto. “Lo Stato ci metterà la faccia”. Due le tappe: il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata, poi allo stabilimento ex Ilva per un saluto agli operai.

“Il messaggio è che stiamo lavorando, stiamo lavorando al piano industriale” su cui “lo Stato ci metterà la faccia”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in visita a Taranto.

Due le tappe della visita del premier Giuseppe Conte nel pomeriggio di oggi a Taranto, nel giorno della vigilia di Natale, il siderurgico ex Ilva, ora ArcelorMittal, per un saluto ed un augurio di Natale ai turnisti oggi al lavoro negli impianti, e il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata, intitolato a Nadia Toffa.

“Sono venuto qui per portare l’attenzione del governo. E quando dico il governo, dico dell’intera Nazione per questa comunita’ ferita, per questa comunita’ sofferente – ha detto il premier Giuseppe Conte stasera a Taranto, all’uscita dell’ospedale Santissima Annunziata dove ha incontrato medici, personale ospedaliero, amministratori Asl e i genitori dei bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia Pediatrica – Sono venuto un po’ di tempo fa e avevo promesso che il Sistema Italia, il governo per primo, avrebbe lavorato per restituire a questa comunità quel che merita, quel che non ha avuto in tutti questi anni, nei decenni passati, cercare di alleviare le sofferenze che si sono sedimentate. E sono aumentate nel corso nel tempo. Questo passaggio, qui questa sera, vuole essere un passaggio discreto. Mi imbarazza rilasciate anche qualche dichiarazione. Ma ormai l’avete saputo – ha detto ai giornalisti in attesa – farò anche un passaggio allo stabilimento Ilva”. Insieme al premier Conte, era in ospedale a Taranto anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

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Il Governo vuole “restituire” alla città “quello che non ha avuto in questi anni”, ha spiegato il premier, parlando di “sofferenze sedimentate che sono aumentate anche nel corso degli anni”. “Questo passaggio di questa sera voleva essere un passaggio discreto, mi imbarazza anche rilasciare delle dichiarazioni”, ha aggiunto Conte. “Per Taranto – ha sottolineato rispondendo a una domanda sulla promessa governativa di aprire un ‘cantiere Taranto‘ complessivo – abbiamo già delle misure, ne abbiamo già approvate alcune, altre le stiamo mettendo a punto e sta venendo fuori una bella risposta”.

“Sono fiducioso, l’Italia è una nazione del G7, è impossibile che non riesca a rilanciare una città. Se il sistema Italia si concentra e decide che è venuta l’ora del riscatto di Taranto state tranquilli che il riscatto ci sarà”. Conte ha anche risposto ai giornalisti che gli hanno riferito delle dichiarazioni polemiche di alcuni esponenti delle opposizioni: “Se voi non ci foste non sarebbe una passerella“, ha tagliato corto, ricordando di non aver convocato la stampa.

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Il presidente del Consiglio era già stato a Taranto l’8 novembre scorso e aveva incontrato cittadini, lavoratori ed esponenti di associazioni davanti allo stabilimento siderurgico prima di partecipare al consiglio di fabbrica e terminare la sua visita in Prefettura. In quell’occasione disse ai lavoratori del Siderurgico di non avere “la soluzione in tasca”. La visita di oggi coincide con un momento particolare della vertenza dell’ex Ilva mentre prosegue la trattativa tra governo e ArcelorMittal per il rilancio del polo siderurgico tarantino.

Nello specifico, ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria “stanno elaborando congiuntamente” un nuovo piano industriale nel contesto “di una transizione verso la tecnologia verde (decarbonizzazione)” che sarà attuata da “una nuova società finanziata da azionisti pubblici e/o privati (newco) al fine di implementare e gestire, tra gli altri, ulteriori impianti di produzione di tecnologia verde nel sito industriale di Taranto“, si legge nel protocollo d’intesa.

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E anche lo Stato farà la sua parte. Nella bozza si legge infatti che “il Governo italiano, alla luce dell’interesse strategico nazionale del patrimonio dell’Ilva e dell’impegno a realizzare il “Green new deal”, e’ fortemente impegnato a preservare la continuità aziendale e gli attuali livelli occupazionali sulla base e in coerenza con il nuovo piano industriale attualmente in discussione tra le parti, che mira a produrre circa 8 milioni di tonnellate di acciaio entro il 2023″.

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In un’intervista al quotidiano ‘la Repubblica’, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, dichiara che se il negoziato tra Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal “andrà a buon fine, il nostro intervento sarà limitato. Mittal ci anticiperà tutti i canoni di fitto che avrebbe dovuto pagare in futuro e noi trasformeremo questo credito in azioni della nuova Ilva che resterà un’azienda privata incardinata in un un grande gruppo internazionale”. Gualtieri conferma infine la transizione ambientale ed energetica di Ilva per farne, nell’ambito del Green new deal, una fabbrica “con alti livelli produttivi e occupazionali e minore impatto ambientale”

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