Politica

Conte e la sua nuova sfida? Andare oltre lo ZingaMaio

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Si percepisce. Giuseppe Conte gode di una stima internazionale invidiabile a chiunque. Questa capacità di sintesi tra interessi molto contrapposti come il M5S e la Lega ha fatto apprezzare le sue doti in tutto il globo. Scoperto dal movimento 5 stelle è diventato la persona giusta per risollevare la credibilità dell’Italia nel mondo intero e a questo sta lavorando incessantemente da giorni.

Se lo spread e il rendimento dei BTP sono scesi e da stime facendo risparmiare oltre 10 miliardi di euro è perché a provare a formare il Governo è proprio lui, Giuseppe Conte.

La sfida che il Premier incaricato dal Presidente Mattarella e che auspichiamo veda la luce al più presto viene da lontano, viene dalla Costituzione, quella vecchia carta che ci protegge da scorribande capitalistiche ed autoritarie dal dopo guerra.

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Se il Premier avrà l’ambizione di applicare la Costituzione creando un esecutivo che possa svolgere il suo compito e magari spingere il Parlamento a fare il suo lavoro, quello di legiferare, sarebbe un passaggio fondamentale per riportare la politica nella nostra Italia.

La divisione dei tre poteri proposta da Montesquieu è poi stata sigillato nella nostra Nazione dalla Costituzione Italiana ed è una garanzia di democrazia, se applicata correttamente.

Se l’esecutivo che nascerà avrà l’ambizione di rimettere, pian piano, il Parlamento al centro e riportare il Governo alla funzione di braccio esecutivo delle leggi, allora avremo una speranza. Una vera possibilità di invertire la tendenza e far riacquistare dignità ad una Nazione che può dare ancora molto al mondo intero.

L’unica via da percorrere sarà quella di imporre all’Europa unita una svolta green. Se unita l’Europa può essere il modello di sviluppo mondiale. Abbiamo il know how necessario per farlo. Buttiamo il cuore oltre l’ostacolo. L’unico modo è un green new deal ben progettato che possa avere una tabella di marcia ben studiata e ben finanziata e diventare il modello da seguire a livello mondiale.

Il problema economico? Non esiste. È vero che l’Italia ha ceduto la sua sovranità monetaria alla BCE ma ora la stessa Banca Centrale Europea può andare oltre il quantitative easing. Strumento solo tampone di una emorragia molto più grande.

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Può imporre, Insieme alla BEI (Banca europea degli investimenti) che i soldi messi a disposizione siano esclusivamente per attività volte a progettare un futuro in segno della sostenibilità. E’ da stolti seguire stupide regole europee imposte quando l’economia mondiale era totalmente diversa. Andiamo oltre. Una svolta nel segno della sostenibilità ambientale con l’aiuto dell’innovazione ci porterà a quel progresso tanto desiderato. Il nuovo umanesimo invocato da Giuseppe Conte si avrà se questa sfida sarà raccolta dall’Europa che conta.

Tornando in Italia, un piano di investimenti controllati nel sud della penisola porterebbe beneficio a tutta la Nazione. Invece di essere un peso per le regioni produttive il sud potrebbe svilupparsi grazie ad un piano di investimenti che possano stimolare l’orgoglio di far parte di una comunità, quella europea.

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Solo cosi si eviterà lo scenario macabro proposto dall’ultimo report INPS in cui fotografa una Italia nel 2050 con più pensionati che lavoratori.

Crediamo che la parola lavoro cambierà significato nei prossimi anni e la politica dovrà prenderne atto. Questo però non cambierà la concezione di lavoro. Magari serviranno meno lavoratori manuali, visti gli sviluppi di robotica e di intelligenza artificiale, ma avremo bisogno disperato di lavoro. Quello intellettuale. Quello creativo.

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