Consumo di suolo rallenta ma continua, 2 metri quadri persi ogni secondo

Consumo di suolo. 100mila tra ispezioni, verifiche e controlli sul campo e 74mila valutazioni fornite su questioni ambientali, per un totale di 600 mila analisi di laboratorio.

Sono i numeri, relativi al 2018, del Servizio Nazionale di Protezione dell’Ambiente (Snpa) che a due anni dal suo avvio fa il punto nella prima conferenza nazionale a Roma.

Si tratta di un sistema che può contare su 10mila esperti ambientali e 200 sedi operative su tutto il territorio italiano, al lavoro quotidianamente per la tutela dell’ambiente e dei cittadini.

“Dobbiamo crederci in questo sistema e farlo crescere – ha affermato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa – ho avuto modo di lavorare con molte donne e uomini che di questo sistema fanno parte e in tutti loro ho trovato grande passione e generosità”.

“Il sistema agenziale che abbiamo in Italia – ha spiegato Costa – ha tre pilastri: rigore del dato scientifico, strutturazione dei controlli e indipendenza delle valutazioni. I controlli sono una garanzia importante per il cittadino – ha aggiunto – così come lo è la funzione di terzietà che hanno le agenzie, che svolgono un ruolo importantissimo con la loro presenza capillare sul territorio”.

 

Rifiuti:

Il Rapporto Ambiente – Snpa, realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente evidenzia come nel 2017 la produzione nazionale dei rifiuti urbani si sia attestata a 29,6 milioni di tonnellate, facendo rilevare una riduzione dell’1,8% rispetto al 2016 (-534 mila tonnellate).

Dopo l’aumento riscontrato tra il 2015 e il 2016 si registra una nuova contrazione della produzione.

Tra il 2006 e il 2010 la produzione si è mantenuta costantemente al di sopra dei 32 milioni di tonnellate, attestandosi successivamente, a seguito del brusco calo del biennio 2011-2012, su valori quasi sempre inferiori a 30 milioni di tonnellate (solo nel 2016 il quantitativo si e’ collocato al di sopra di tale soglia).

 

Raccolta Differenziata:

Sempre nel 2017, la percentuale di raccolta differenziata è pari al 55,5%.

In valore assoluto, la differenziata si attesta a circa 16,4 milioni di tonnellate, aumentando di poco più di 600mila tonnellate rispetto al 2016.

 

Fiumi e Laghi:

A livello nazionale, il 75% dei fiumi è in uno stato buono, il 7% non buono e il 18% non è tanto classificato.

Per i laghi invece, l’obiettivo di qualità è raggiunto nel 48% dei corpi idrici, non buono il 10% mentre ben il 42% non è stato classificato.

Secondo il rapporto inoltre, più del 50% dei corpi idrici marino costieri (54,5%) è in ‘buono stato ecologico’ e i Distretti delle Alpi orientali, dell’Appennino Centrale e della Sardegna presentano un numero di corpi idrici in ‘stato buono’ maggiore o uguale all’80%.

Tuttavia, paragonando i singoli distretti si osserva una certa disomogeneità che si esprime sia a livello di numero di corpi idrici identificati per distretto sia per classificazione ecologica.

 

Consumo di Suolo:

Il consumo di suolo continua a crescere, segnando però un importante rallentamento negli ultimi anni.

Tra il 2016 e il 2017 le nuove coperture artificiali hanno riguardato circa 5200 ettari di territorio, ovvero in media poco più di 14 ettari al giorno, circa 2 metri quadri di suolo ogni secondo.

Il sensibile rallentamento – prosegue il documento – è probabilmente dovuto all’attuale congiuntura economica, più che a una reale aumentata sensibilità ambientale verso le problematiche della conservazione del suolo.

 

Frane:

Nel periodo tra il 1116 e il 2017 in Italia sono state censite 620 mila e 808 frane che interessano un’area di circa 23 mila e 700 kmq, pari al 7,9% del territorio nazionale.

Le tipologie di movimento più frequenti, classificate in base al tipo di movimento prevalente, sono:

  • gli scivolamenti rotazionali/traslativi (31%)
  • i colamenti rapidi (14,9%)
  • i colamenti lenti (12,7%)
  • i movimenti di tipo complesso (9,5%)
  • le aree soggette a crolli/ribaltamenti diffusi (8,9%)

 

Smog:

Sforati in gran parte del territorio italiano i limiti giornalieri di PM10 previsti, in particolare nelle regioni del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) e in Campania.

L’andamento delle concentrazioni del particolato PM10 nel medio periodo (2008-2017) è generalmente decrescente, si legge nel rapporto, tuttavia nel 2017 i limiti previsti dalla normativa non sono stati rispettati in gran parte del territorio nazionale.

I superamenti interessano anche, con frequenza e diffusione minore, il Friuli (Pianura, Pordenone e Provincia), la Toscana (provincia di Lucca e di Pistoia), il Lazio (Valle del Sacco) e l’Umbria (Conca Ternana).

In questi casi gli sforamenti sono per lo più limitati a specifiche aree, dove esistono localmente fonti emissive significative e condizioni meteorologiche che favoriscono l’accumulo degli inquinanti.

 

Bio italiano:

Dal 1990 a oggi l’agricoltura biologica italiana è cresciuta a un ritmo senza uguali rispetto agli altri Paesi UE, sia in termini di superfici che per numero di operatori.
Nel 2017 le superfici investite e in conversione bio sono state pari a circa 1,9 milioni di ettari con un incremento del 6,3% rispetto al 2016 e del 71% rispetto al 2010. Gli operatori del settore sono quasi 76.000 con un aumento del 5,2% rispetto al 2016.

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