Consumo di suolo, Roma maglia nera in Italia con 100 ettari consumati nel 2021

“Come si fa ad arrestare il consumo di suolo? Puntando sull’esistente”, Michele Munafò, Ispra.

Consumare suolo significa rinunciare a una risorsa ambientale fondamentale, infatti, aumenta il rischio idrogeologico e sottrae terreno all’agricoltura e riduce la possibilità che il terreno assorba CO2.

Secondo i dati di Ispra e Roma Capitale, l’Italia consuma ancora troppo suolo e Roma ottiene la maglia nera in questa poco lusinghiera classifica. Il Rapporto 2021 sull’uso e consumo di suolo di Roma Capitale mostra quanto la città eterna sia lontana dall’obiettivo dell’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050 fissato dall’Unione europea.

Michele Munafò dell’Ispra ha dichiarato a Teleambiente: “Ogni anno noi rileviamo, a livello nazionale, un aumento importante delle superfici artificiali, noi dovremmo arrivare a zero, questo è l’obiettivo europeo, invece soltanto nel 2021 abbiamo rilevato quasi 70 km2 di nuove costruzioni sul territorio nazionale. Roma è il comune che è cresciuto di più nell’ultimo anno, con circa 100 ettari di nuove superfici artificiali riferite al 2021. Un fenomeno che andrebbe rallentato e anzi arrestato se volessimo rispettare gli obiettivi europei. Come si fa ad arrestare il consumo di suolo? Puntando sull’esistente, riqualificando le costruzioni attuali, rigenerando le aree urbane più degradate quindi evitando di consumare suolo agricolo, suolo naturale, puntando sull’utilizzo dell’esistente. Ad oggi non esiste una legge nazionale, esistono leggi regionali ma di fatto non esiste una norma stringente che impone alle amministrazioni questa scelta.

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