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Consumo di suolo, ogni minuto scompaiono 100 mq

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Consumo di suolo. Quanto tempo “serve” per consumare 100 mq di suolo?

Ce l’hanno dimostrato i volontari di Legambiente che nell’ambito del progetto Soil4Life è scesa in piazza a Roma e Milano per sensibilizzare e informare i cittadini sul tema.

A Roma, nel magnifico scenario in Piazza del Popolo, i volontari hanno dato vita a una performance che ha reso “visibile” la sparizione del suolo, un prato di 100 metri quadrati, esattamente la superficie di suolo che viene persa, ogni minuto, nel nostro Paese, scandito da un cronometro formato maxi. In contemporanea è stato esposto uno striscione per lanciare il messaggio “stop al consumo di suolo”.

A Milano, invece, l’appuntamento si è tenuto in viale Suzzani, un ampio viale della periferia nord della città, dove ha preso il via un’azione di smantellamento dell’asfalto, la “depavimentazione” di una superficie di 900 metri quadrati che il Comune, su sollecitazione di Legambiente, ha deciso di restituire ai cittadini come verde pubblico.

Consumo di suolo rallenta ma continua, 2 metri quadri persi ogni secondo

Il doppio blitz, organizzato in occasione della giornata mondiale del suolo, è inserito nel repertorio di ‘azioni per il suolo’ prospettate dalla sua campagna Soil4Life, sviluppata nell’ambito di un progetto sulla governance del suolo e la prevenzione del suo degrado in Europa.

Soil4Life è il progetto internazionale, cofinanziato dalla Commissione Europea con il programma Life, promosso da Legambiente in collaborazione con Ispra, Cia agricoltori italiani, CCIVS, Crea, Ersaf, Politecnico di Milano, Roma Capitale e Zelena Istria, nato con l’obiettivo di promuovere l’uso sostenibile ed efficiente del suolo e delle sue risorse in Italia e in Europa.

Nel nostro Paese, secondo ISPRA, il consumo di suolo procede al ritmo di quasi 1,6 metri quadrati al secondo. Come se ogni anno fosse spuntata dalla campagna una nuova città, con un territorio urbanizzato di 4.900 ettari, pari a quello di Bologna.

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Un trend preoccupante, soprattutto se consideriamo che nello stesso periodo la popolazione italiana è diminuita a una media di 102mila abitanti all’anno, equivalenti alla popolazione di un capoluogo di provincia delle dimensioni di Ancona o Piacenza.

Tutelare il suolo è fondamentale per la nostra vita sul pianeta.

Senza suolo, si rischia di essere travolti da frane e alluvioni e di perdere un’indispensabile riserva di biodiversità. Ma soprattutto il suolo racchiude il più importante stock di carbonio terrestre dalla cui corretta gestione può dipendere gran parte del successo della lotta al cambiamento climatico.

Un aspetto, questo, ancora troppo sottovalutato dai Paesi che in questi giorni sono riuniti alla Cop 25 di Madrid per i negoziati sul clima.

100 parole per salvare il suolo. L’arma più potente contro il consumo di suolo è la cultura.

L’incremento del consumo di suolo è un problema che riguarda prevalentemente le regioni del Nord (53,4%) e meno quelle del sud (20,6%).

Veneto e Lombardia, da sole, incidono per il 30% sul dato nazionale di crescita di superfici urbanizzate.

Seguono la Puglia, l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Sicilia. Ed è un problema che riguarda le città: Roma, negli ultimi anni, ha subito le perdite di suolo più severe.

Il consumo di suolo non è necessariamente abusivo: cresce anche nelle aree protette (+108 ettari nell’ultimo anno), nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica (+1.074 ettari), in quelle a pericolosità idraulica (+673 ettari) e da frana (+350 ettari), nelle zone a pericolosità sismica (+1.803 ettari).

“In 25 anni è scomparso un quarto delle campagne italiane, come ci ricorda oggi la Coldiretti – ha detto il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa – in un anno sono stati consumati 24 metri quadri di suolo cittadino per ogni ettaro di aree verdi, come attesta l’ultimo rapporto Ispra sul consumo di suolo, nel quale è illustrato anche il nesso con l’aumento delle temperature nelle nostre città. Il recente rapporto speciale dell’Ipcc sulle relazioni tra cambiamenti climatici, desertificazione, degrado e gestione sostenibile del suolo sottolinea l’urgenza di intervenire sul fronte del climate change che, se lasciato a se stesso, peggiorerà il quadro, poiché le condizioni meteorologiche estreme causeranno una maggiore erosione dei suoli. Sono solo alcuni dati che – ha sottolineato poi – nella giornata mondiale del suolo e in vista della Cop25 a Madrid, ci rammentano quanto sia fondamentale agire ora per arrestare il consumo di suolo. Perché domani potrebbe essere troppo tardi. E non c’è un pianeta B.

Un appello poi, il ministro dell’Ambiente si appello poi alle forze politiche di maggioranza affinché, parallelamente all’iter parlamentare del ‘Cantiere ambiente’, fondamentale per la messa in sicurezza del nostro Paese dal dissesto idrogeologico, si discuta e si approvi celermente la legge sul consumo di suolo. Il governo farà la sua parte, ma la sua azione dovrà essere sostenuta da politiche locali adeguate per segnare un cambio di rotta. Occorre una consapevolezza diffusa, a livello nazionale e internazionale.

Come ha detto il premier Conte oggi, ‘dobbiamo lavorare insieme per trovare soluzioni innovative per collocare il nostro Paese sulla frontiera globale della sostenibilità ambientale. Il suolo è una risorsa non rinnovabile’”.

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