Politica

CONSULTAZIONI AL VIA. DI MAIO OFFRE IL ‘CONTRATTO DI GOVERNO’ A LEGA O PD

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Consultazioni al via. Di Maio offre il “contratto di governo” a Lega o Pd. Al via al Quirinale, ad un mese esatto dalle elezioni politiche del 4 marzo, le consultazioni dei vertici istituzionali e delle forze politico-parlamentari con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo governo.

La prima a varcare la porta dello studio alla vetrata è stata la neo Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Dopo di lei, il Presidente della Camera, Roberto Fico ed il senatore a vita ed ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nel pomeriggio sarà la volta dei gruppi minori: il Gruppo Parlamentare per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato della Repubblica, il Gruppo Parlamentare Misto del Senato e quello della Camera dei Deputati. A chiudere il giro d’incontri della prima giornata di consultazioni sarà invece  il Gruppo Parlamentare “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Roberto Fico ha raggiunto il Quirinale a piedi, insieme al segretario generale di Montecitorio, Lucia Pagano, e al capo del cerimoniale.

Ai giornalisti che lo hanno seguito lungo la ripida salita di via della Dataria ha detto scherzando: “E’ la seconda volta, stiamo facendo allenamento, abbiamo migliorato un po'”.

Nella Loggia d’Onore, 400 tra giornalisti e troupe tv accreditati, attendono le dichiarazioni al termine degli incontri.

Prassi vuole però, che i presidenti del Parlamento non rilascino dichiarazioni per rispetto del proprio ruolo superpartes.

“Laddove prevalgono il dialogo ed il buonsenso istituzionale, si possono trovare soluzioni condivise ed utili al Paese” – ha detto Maria Elisabetta Alberti Casellati in un’intervista al Messaggero – “starà ora alla politica dare un segnale forte agli italiani, anche perché un eventuale stallo rappresenterebbe una sconfitta per tutti”.

La seconda carica dello Stato, dopo aver smentito l’ipotesi di uno strappo tra Salvini e Forza Italia, detta l’agenda: “la priorità è senz’altro la riforma fiscale, la tassazione su lavoratori e imprese è a livelli non più tollerabili. Bisogna dare ossigeno alle famiglie ed a quanti creano posti di lavoro. È indispensabile restituire fiducia a que due italiani su tre che, secondo le più recenti rilevazioni, chiedono allo Stato maggiore sicurezza. Parallelamente, sarà doveroso completare il riassetto delle autonomie, in linea con il dettato costituzionale, e quindi con i principi di buon andamento e sussidiarietà”.

Chissà se il Presidente Mattarella nella sua analisi partirà dalla proposta che Luigi Di Maio ha lanciato ieri, alla vigilia del primo giorno di Consultazioni.

Per il M5S i primi interlocutori sono il PD de-renzizzato oppure la Lega di Matteo Salvini.

Esclusa in partenza, Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Unica condizione sul tavolo, il premier dovrà essere Luigi Di Maio.

Dalle pagine di Avvenire, il deputato M5S e Questore di Montecitorio, Riccardo Fraccaro, ribadisce la linea del capo politico, confermando la linea del dialogo: “non ci sarà mai, nel modo più assoluto, un sostegno del M5s a un governo senza Luigi Di Maio premier. Sentiamo il dovere di dare un governo al Paese che non può restare nello stallo prodotto dalla legge elettorale. Siamo disponibili a confrontarci con tutti”.
Assoluta priorità – ribadisce Fraccaro – è “l’abolizione dei vitalizi. Come questore anziano sottoporrò al collegio la necessità di approntare al più presto una delibera da sottoporre all’Ufficio di presidenza. Ci muoveremo – spiega – in sinergia cercando il più ampio consenso possibile e confidiamo che ci sia responsabilità da parte di tutti. In particolare sull’abolizione
dei vitalizi ci aspettiamo l’unanimità. Non e’ necessaria la formazione del governo: servono coerenza e buona volontà”.

Quanto all’ipotesi di un governo con il Pd, risponde: “il dibattito deve restare incentrato sulle priorità dei cittadini, non delle forze politiche. Da troppo tempo il Paese aspetta risposte su temi come il taglio delle tasse, la lotta alla disoccupazione, il superamento della legge Fornero. Ora è arrivato il momento di mettersi al lavoro”.

Il partito di Luigi di Maio “è arrivato secondo, dietro alla coalizione di centrodestra e non ha i numeri per governare da solo. Difficile quindi che possa essere lui il premier” – è la dura replica della vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, che poi precisa: “sicuramente non lo sarà fintanto che avallerà questo bullismo politico del ‘o io o niente’, un metodo
fondato sulla sopraffazione di un partito sugli altri”.

Nessun veto da nessuno, quindi. “Il concetto di veto – dice – non si addice alla politica ne’ al buon senso. Sono gli elettori a scegliere e in democrazia non esistono elettori di serie A ed elettori di serie B”.

Sulla possibilità di un passo indietro di Berlusconi per far entrare Fi al governo, Carfagna afferma: “Questo scenario non è mai esistito. Forza Italia è il cuore del centrodestra, un partito forte e vitale guidato da Berlusconi e che sarà centrale nel quadro politico attuale e in quello delle prossime settimane. Non permettiamo a nessuno di mettere il naso in casa nostra”.
Nessuna porta chiusa neanche ad un possibile governo con il Pd perché “il film ‘formazione del governo’ è soltanto ai titoli di testa, la storia deve ancora iniziare”.

Sull’ipotesi invece che Salvini abbandoni Fi per stringere un’intesa con il M5S osserva: “Sarebbe un kamikaze. Potrebbe forse far nascere un governo per qualche settimana, ma a costo di far esplodere il centrodestra. Chi teorizza questo scenario non ha una grande stima per il segretario della Lega e lo sottovaluta”.

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