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Tutte le nuove norme, valide fino al 31 marzo 2023, per gli uffici pubblici e per le scuole.

Dalle parole (sorprendenti e un po’ controverse) di Mario Draghi ai fatti: arriva la stretta normativa sui condizionatori per tutti gli uffici pubblici e per le scuole. Con l’obiettivo di tagliare i consumi di gas ed elettricità, risparmiando fino a 4 miliardi di metri cubi in tutto il 2022, dal 1º maggio sono previste nuove regole, che resteranno in vigore almeno fino al 31 marzo 2023. Ecco di quali si tratta e quali sono le sanzioni previste in caso di violazioni.

Le nuove regole sui condizionatori

In tutti gli uffici pubblici e nelle scuole, la media ponderata delle temperature nei singoli ambienti non dovrà superare i 19°C d’inverno e dovrà essere inferiore a 27°C d’estate, con un margine tollerato di 2°C (quindi estendibile a 25°C). L’emendamento nel Piano del Governo non riguarderà invece cliniche, ospedali e case di cura. Angela Masi, la deputata M5S che l’ha proposto, ha dichiarato: “La Pubblica Amministrazione deve dare il buon esempio, tagliando gli sprechi e sensibilizzando i cittadini a razionalizzare i consumi“.

Le sanzioni per chi viola le regole

Al netto dei difficili controlli, sono previste sanzioni economiche in caso di violazione delle nuove regole. Le multe possono andare da 500 a 3.000 euro ma il nodo dei controlli rischia di diventare particolarmente intricato se le norme dovessero venire estese anche ai privati. Al momento, per i cittadini, resta solo la raccomandazione di abbassare di 1°C le temperature in casa, con un risparmio sui consumi di gas stimato tra il 7 e l’8%. Attualmente, nelle abitazioni private, non si dovrebbero superare i 20°C d’inverno con le fasce di accensione del riscaldamento a base regionale.

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