Eusanio Martino e Adam Caroli dovranno anche pagare le spese processuali e un risarcimento alla Lav. L’Associazione animalista: “Giustizia è stata fatta”

Ci sono voluti 7 anni per arrivare a un verdetto di primo grado. Ma alla fine la condanna per maltrattamento di animali nei confronti dei titolari del Circo Martin è arrivata.

L’ha pronunciata il Tribunale di Tempio Pausania che ha deciso che Eusanio Martino e Adam Caroli – all’epoca dei fatti titolari del Circo Martin – dovranno scontare 4 mesi di reclusione, pagare le spese processuali pagare il risarcimento del danno in favore della LAV – associazione che si era costituita parte civile al processo – e provvisionale di 5mila euro.

Secondo i giudici i due sottoponevano zebre, cavalli, ippopotami, cammelli e altri animali a fatiche insopportabili, lasciandoli senza cibo e facendoli vivere in gabbie piccolissime dove non avevano la possibilità di muoversi in maniera adeguata.

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La denuncia della Lav e il processo

Il processo contro i due titolari del circo Martin ebbe inizio grazie alla denuncia da parte della LAV, Lega Antivivisezione che nel 2014 aveva avviato una serie di inchieste sulle condizioni di vita degli animali da circo.

Dopo aver raccolto le prove dei maltrattamenti, i volontari dell’associazione animalista depositarono denuncia al tribunale di Tempio Pausania, in provincia di Sassari.

Ne scaturì il più grande sequestro di animali da circo della storia del Paese. Gli animali furono portati via mare a Civitavecchia e poi da lì in una struttura in Toscana dove molti di loro vivono ancora oggi in pace e serenità.

“Finalmente, a molti anni dai fatti, possiamo in parte gioire per come si è conclusa questa bruttissima vicenda – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – che aveva al suo centro il maltrattamento e la sofferenza di moltissimi animali”.

“Purtroppo – ha continuato – le violenze messe in atto dal Circo Martin rimarranno una ferita indelebile per tutti gli animali coinvolti e sono solo uno dei molti casi in cui gli animali vengono sfruttati in contesti anacronistici, atti al solo ‘divertimento’ di pochi, pochissimi cittadini, e che prevedono la violazione strutturale delle necessità etologiche degli animali”. 

“Questa condanna è giusta, anche se difficilmente proporzionata ai fatti, che furono terribili. Un ulteriore monito a Parlamento e Governo per approvare prima possibile la Legge per prevenire questi comportamenti vietando l’uso degli animali negli spettacoli, come già fatto da tanti altri Paesi”, ha concluso Felicetti.

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