L’annuncio del Ministero della Transizione ecologica: ottime notizie a dieci anni dalla tragica strage.

Ottime notizie dal Ministero della Transizione ecologica. Sono ormai passati dieci anni dal naufragio della Costa Concordia sulle coste dell’isola del Giglio e, in seguito ai danni ambientali causati dal tragico incidente, i risultati degli interventi di ripristino dei fondali marini “sono superiori alle attese“.

Il MiTe ha precisato che “rimosse le cause della perdita di posidonia, i trapianti effettuati nel 2016 hanno dimostrato un raddoppio del numero di fasci trapiantati, così come quelli effettuati dal 2019 sembrano avere un esito simile. Analogamente per le gorgonie, gli elevati tassi di sopravvivenza e di guarigione hanno fatto sì che alcune pareti rocciose abbiano riacquistato la loro originale tridimensionalità e si stiano avvicinando alla loro condizione naturale“.

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I risultati completi delle attività di ripristino ambientale saranno presentati al Giglio dopodomani, in occasione del decimo anniversario della tragedia. L’allora Ministero dell’Ambiente intervenne subito per prevenire l’inquinamento e proteggere l’ambiente marino. Inoltre, il Ministero si era costituito parte civile nel processo e riuscì a far valere i danni ambientali causati dal naufragio; in quel modo, senza spese a carico dello Stato, fu possibile finanziare la pulizia e il ripristino dei fondali danneggiati.

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Il monitoraggio dei lavori fu affidato ad un apposito Osservatorio, i cui lavori continuano ancora oggi e a cui partecipano anche rappresentanti di Ispra, Arpat Toscana e di alcuni enti locali. “La rimozione del relitto e le operazioni di ripristino dei fondali hanno richiesto negli anni interventi molto complessi, alcuni dei quali ancora in corso” – spiega ancora il MiTe – “Sono stati necessari due anni per l’allontanamento del relitto, tre anni per la pulizia dei fondali e cinque anni per gli interventi di restauro ambientale, tuttora in fase di realizzazione“.

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